Fase 2, così il Comune gestirà i figli mentre i genitori tornano a lavoro

Prime anticipazioni sull'ambiziosa iniziativa pensata dall'Amministrazione per andare incontro alle esigenze delle famiglie dopo la riapertura del 4 maggio. Papamarenghi: «Utilizzeremo spazio verdi, centri sportivi e musei per intrattenere bambini e ragazzi durante il giorno. In tutta sicurezza e rispettando le distanze»

Un'aera verde della città

«Abbiamo voluto cogliere le preoccupazioni, legittime, di molti genitori che da maggio dovranno tornare a lavorare e si trovano nell’assoluta difficoltà di non sapere come fare per la gestione dei propri figli, essendo le scuole chiuse». Spiegano così i motivi che hanno portato all’ideazione dell’innovativo progetto, che vedrebbe Piacenza tra le prime in Italia con una sperimentazione così articolata, il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Formazione Jonathan Papamarenghi. «Teniamo altrettanto in considerazione - spiegano - le necessità di giovani e giovanissimi, ormai lontani dall’attività didattica in aula e dagli amici dal 21 febbraio, che di certo non possiamo pensare di tener isolati anche per i prossimi mesi estivi proprio considerando quanto pesante sia per la formazione dei giovani un isolamento forzato di questo tipo».

«Va detto - precisano gli amministratori - che il Comune opera per essere pronto nel dare risposta ad una platea numerosissima (si pensi che i giovani in età dalla scuola dell’infanzia, il vecchio asilo, alla secondaria di primo grado, le scuole medie, sono circa diciannovemila, e venerdì ci sarà un’ulteriore concertazione anche con il settore Sociale per valutare eventuali servizi aggiuntivi per i più piccoli) con pochissime certezze di ciò che sarà nella cosiddetta “Fase 2”, quando le aziende gradualmente riapriranno ma l’attività didattica nelle scuole continuerà ad essere sospesa. Tutto il progetto, infatti, è confezionato in modo da poter essere operativi guardando scenari ipotetici molto verosimili, ma sarà definito solo una volta che Governo e Regione comunicheranno ufficialmente cosa si potrà fare e come ci si potrà comportare dal vicinissimo 4 di maggio».

Il progetto, denominato “Progetto Porcospino - la giusta distanza per stare ancora insieme”, prende il nome dal dilemma dei porcospini del filosofo tedesco Schopenhauer: infreddoliti, per scaldarsi volevano stare vicini ma non troppo per non ferirsi con i loro aculei. «Così sarà per i nostri bambini - spiegano - che potranno nuovamente stare vicini... ma non troppo: occorrono la giusta distanza, i giusti spazi e le giuste modalità di svolgimento dei servizi perché, come fatto dall’Amministrazione in questi due lunghi mesi, la priorità assoluta è per la sicurezza sanitaria».

Denominatore comune di tutto il progetto, in tutte le sue sfaccettature, sarà l’ampio ricorso degli spazi all’aperto che la città offre. Complice anche la bella stagione verso la quale si va, le progettualità sia educative che di svago all’aperto la faranno da padrone, per una garanzia ancora ulteriore anche dal punto di vista sanitario. Le specifiche progettualità saranno definite nel dettaglio di concerto con le realtà coinvolte.

Affermano Barbieri e Papamarenghi (in foto): «Si articolerà su cinque giorni alla settimana ed in due fasi: la prima andrà fino alla fine delle Jonathan Papamarenghi-8attività didattiche a giugno, che attualmente si svolgono a distanza, e vedrà gli educatori a fianco dei giovani nello svolgimento dell’attività di studio; la seconda andrà da fine giugno al riavvio ipotetico della scuola a settembre, dove la parte di didattica a distanza sarà sostituita dal supporto nello svolgimento dei compiti estivi. Altrettanto importante sarà il momento dell’attività educativa-ricreativa perché rimetterà in contatto i giovani dopo tanto tempo ma dovrà farlo esclusivamente con attività tali da garantire le giuste distanze ed il rispetto di tutte le precauzioni del momento. I gruppi non vedranno né i numeri che normalmente si registrano nelle classi scolastiche né, tanto meno, quelli dei centri estivi, bensì piccolissime “sezioni” con un rapporto educatore/alunni di uno a sei o uno a otto, a seconda di quanto le normative, ed il mondo medico, imporranno. L’ampio progetto, assolutamente sperimentale e pertanto oggetto di futuri aggiornamenti e ricalibrazioni dettate dall’esperienza e dal mutare delle restrizioni normative, è un insieme di numerosissime realtà che prevederanno tutte analoghe modalità organizzative ed identici costi pur svolgendosi in diverse sedi e con diversi operatori qualificati del settore».

A numero ridotto di bambini per sezione corrispondono numeri elevati di sezioni, quindi anche gli spazi utilizzati saranno i più diversi. «In questa fase - spiegano il sindaco e l’assessore - anche per una mappatura completa degli spazi potenzialmente disponibili, sta iniziando il confronto con tutte le realtà pubbliche e private piacentine che operano nel settore dell’educazione e della formazione, senza escludere, chiaramente, i rappresentanti dei lavoratori ed anche le realtà sportive che da sempre svolgono un ruolo importantissimo anche di carattere civico e sociale; contiamo di concludere tutti i passaggi di concertazione, che stanno entrando nel vivo solo da ora, per la metà della prossima settimana, perché fondamentale in una fase così nuova è avere una condivisione assoluta delle modalità e delle strategie. Sicuramente, novità assoluta sarà il ricorrere a diversi spazi dei luoghi della cultura come musei o biblioteche per ospitare in modo permanente parte di questo servizio, in linea un po’ con quanto pensa di fare in futuro Milano».

Il servizio si rivolgerà a quelle famiglie in cui entrambi i genitori saranno fuori casa per motivi di lavoro (o il genitore, in caso di nuclei mono genitoriali). Sarà definita una retta, che consideriamo sostenibile essendo lavoratori entrambi i genitori, uguale per tutti le sezioni che si attiveranno. Saranno ovviamente previste specifiche agevolazioni per le sole famiglie le cui condizioni economiche lo richiederanno, perché non vogliamo che nessun piacentino rimanga indietro e non trovi il giusto aiuto dopo problemi che stanno colpendo molti a causa di questo virus.

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«Stiamo aspettando, come in tutta Italia, che siano chiariti i nuovi vincoli ai quali dovremo sottostare, concludono il Sindaco Barbieri e l’Assessore Papamarenghi, ma stiamo andando a definire nei dettagli un progetto che permetterà di rispondere ad esigenze fondamentali in tempi relativamente brevi non appena saranno ufficializzati i nuovi vincoli per la Fase 2. Per questo vogliamo ringraziare il personale dell’Ufficio scuola e formazione del Comune che sta operando, come sempre, con grande professionalità».

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