Proposte, iniziative e progetti piacentini per il Po

Dallo sbarco in Lombardia, alla Trebbia-Nino, alla  ecosostenibilità, l'impegno del medico ecologista Carlo Mistraletti Della Lucia e  dell'Agronomo,  economista, enologo Giampietro Comolli

Nasce il 6 giugno 2009, lo "Sbarco in Lombardia" con il motto "Lambrum et Olona flumina purificanda sunt" per mantenere accesa l'attenzione sulla necessità di rinaturalizzare il grande fiume e gli affluenti. Lo scopo della manifestazione è l’evidenziare la necessità di liberare i fiumi dall'inquinamento, depurando le acque spesso inquinate da terra e purificando l'aria, quindi, risanando  ed  abbellendo l'ambiente  con benefici anche sulla  l'incidenza dei tumori e le malattie cardiorespiratorie. La rievocazione della storica impresa del D Day, questa volta non per scopi bellici, ma ecologici e naturalistici, prevede l'attraversamento del fiume, in favore di corrente per circa 1 Km. Una rete di imbarcazioni di appoggio, corrispettivo  dei mezzi  da sbarco  del 6 giugno 1944 in Normandia, accompagna i nuotatori, che partendo dalla sponda emiliana sotto il ponte, superando la ferrovia,  approda sulla sponda lombarda alla capanna Meraviglia, dopo circa 15 minuti. A fare  coppia fissa dei coraggiosi ed abili nuotatori, oltre al medico Carlo Mistraletti Della Lucia è il giovane e forte bettolese Francesco Molina. In tutte le spedizioni, numerose sono state le persone che a vario titolo hanno collaborato e sostenuto gli eventi. Dal capo battelliere Giovanni Beretta Anguissola, a Piero Milani, Giuseppe Marchetti, Carlo Losi, Giampietro Comolli, Giulia Barbieri, Pier Luigi Gazzola, Pietro Labò, Stefano Scaglione, Silvia Trebbi, ed i medici Angelo Marchesi, Rosanna Cesena, Antonio Saginario. Al dottor Mistraletti non è mai mancato l'appoggio di chi come lui, ama la sua città, il suo verde, le sue acque pulite. Da qualche anno, Mistraletti ha esteso la manifestazione, nel mese di luglio, con un altro evento ecologico: "la Trebbia-Nino", dapprima una due chilometri, diventata da quest'anno una 3 Km, a nuoto e in canoa, partendo dalla foce del Trebbia alla sede della Società Canottieri Nino Bixio. Il 20 luglio scorso, infatti ai nuotatori Mistraletti e  Molina, si  è aggiunta una abile  nuotatrice Marina Guagliumi.  La giornata era molto calda ed afosa, ho preso la mano di entrambi, stringendola, in segno di augurio e poi sono rimasta ad attendere. L'acqua era torbida e scendeva molto lentamente, con lievi onde superficiali. Una folta ed incolta vegetazione multiforme, sembrava voler migliorare il respiro  degli osservatori in attesa  del loro ritorno.  E' andata bene, a poco più delle 19, il motoscafo e la canoa erano di ritorno e  uno dietro l'altro, con un po' di distacco, anche loro, i  tre bravissimi nuotatori.

IL CONVEGNO "CONNESSIONI FIUME-SALUTE PUBBLICA" - Alle 19,30 nella Sala dei Trofei della Nino, è seguito un incontro culturale, il 16° Periti Day every day, convegno dal titolo "Connessioni fiume-salute pubblica", ricordando gli insegnamenti di un amante del Po, Federico Radice Fossati ed il biologo marino Bill  Douros. Rendere il più grande fiume italiano sano e balneabile, un progetto difficile, ma forse, non impossibile.

Il dottor Mistraletti Della Lucia, nella sua relazione ha citato i dati recenti dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione  e la Ricerca Ambientale), che indicano i pesticidi presenti nel  64% delle acque dei fiumi e dei laghi e quelli di Legambiente, con 280 tonnellate  di metalli pesanti  versate direttamente  nei corpi idrici, nel corso del 2016. Il professor Giampietro Comolli, nella sua interessante relazione ha evidenziato che  per la valle del Po esiste un progetto integrato e diffuso, steso nel 2005-2006, già deliberato dal Governo  ed approvato  dal Cipe. Sono 50 anni che  la valle-bacino del Po  è soggetta a pianificazioni  e programmazione  opere strutturali  e infrastrutturali di sicurezza idrogeologica. Occorrono mezzi-scelte politiche  perché si avviino  progetti  che vedano il percorso  del fiume  come risorsa  fruibile, sicura, curata e ben gestita.

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La nostra città " Piacenza" può essere sede di un centro da dedicare alla valorizzazione fluviale, archeologica, architettura, toponomastica. Un progetto di pulizia dell'alveo fluviale per garantire un minimo di navigazione ed il ripristino di un  servizio navetta  di fine settimana. Il rapporto Piacenza fiume deve concretizzarsi nella valorizzazione  del paesaggio agrario  e fluviale  con la sua architettura padana, il DNA  di una produzione  agroalimentare unica e identitaria, capitale  della conservazione del cibo. Dovremmo rendere il Po balneabile, a nuoto e in barca, poter attraversare acque limpide, trasparenti, mentre si osservano meravigliosi tramonti e le luci della città stanno a guardare. Appassionati e filosofi, ma anche abili nuotatori o timorosi dell'acqua, hanno potuto sostenere e testimoniare  per il Po limpido e  pulito.

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