Giovedì, 24 Giugno 2021
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Prosegue l’azione di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà da parte del Comune di Gragnano

Con l’ultimo atto di recente deliberato dalla Giunta, saranno 37 i residenti in emergenza abitativa che, nell’anno 2020,  hanno ricevuto un contributo per il pagamento del canone di locazione

Prosegue l’azione di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà da parte del Comune di Gragnano Trebbiense. Con l’ultimo atto di recente deliberato dalla Giunta, saranno 37 i residenti in emergenza abitativa che, nell’anno 2020,  hanno ricevuto un contributo per il pagamento del canone di locazione. 

Il 13 marzo, alla scadenza del primo Bando attivato per accedere al Fondo messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna con DGR 1815/20019 e destinato al distretto di Ponente, di cui fa parte il Comune di Gragnano, su 33 domande presentate, ne aveva accettate 30 ai sensi dei requisiti ISEE previsti. Tuttavia la graduatoria stilata a livello distrettuale aveva consentito di accedere al contributo solo a tre residenti pertanto ben 27 erano rimasti senza aiuto. Successivamente, pervenuto un ulteriore stanziamento di fondi regionali, lo scorrimento della graduatoria ha consentito di accogliere altre 6 domande. 

Il 31 ottobre, alla scadenza di un ulteriore e diverso bando pubblicato sulla base della nuova DGR 602 del 2020, sono state accolte e ammesse al contributo altre 7 nuove domande con l’utilizzo del 100% della quota di finanza regionale. 

«In considerazione della situazione emergenziale in cui versano ben 21 nuclei familiari che pur rispondendo ai requisiti del bando di cui alla DGR 1815 del 2019, sono tuttavia rimasti esclusi dall’erogazione del contributo per esaurimento budget, abbiamo deciso di utilizzare parte del Fondo messo a disposizione dal Governo per le “Zone Rosse” e destinare dunque un importo complessivo di 18mila euro a queste persone in difficoltà» spiegano il sindaco Patrizia Calza e l'assessore ai Servivi Sociali Marco Caviati. «Purtroppo anche nella nostra comunità risiedono persone sole o nuclei familiari che vivono in situazioni di precarietà che, gli effetti del Covid sulle attività economiche nonché le restrizioni e le limitazioni imposte per motivi di sicurezza, hanno acuito. Abbiamo ritenuto così che l’utilizzo parziale delle risorse governative pervenute al fine di dare un aiuto a queste persone fosse non solo perfettamente in linea con la ratio della norma ma anche doveroso. Ringraziamo il personale dei nostri Servizi Sociali che, nonostante la complessità della situazione creata dal Covid, e l’aggravio delle procedure che si sono moltiplicate in questo anno, hanno svolto un lavoro di istruttoria puntuale e complesso» concludono gli amministratori. 

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