Martedì, 21 Settembre 2021
Attualità Calendasco

"Puliamo il Po", a Calendasco in campo trenta volontari

Hanno raggiunto in barca lo spiaggione di Boscone, gli isolotti e le rive del fiume. Raccolti due camioncini di rifiuti. L’iniziativa nell’ambito del percorso di partecipazione sulla valorizzazione dei beni comuni

Pneumatici, bottiglie di plastica, bidoni, fogli di gommapiuma e altri rifiuti. È il “bottino” racimolato della trentina di volontari che, a Calendasco, nei giorni scorsi hanno dedicato una mattina alla pulizia delle sponde del Grande Fiume. L’Amministrazione comunale ha infatti promosso “Puliamo il Po”, iniziativa di sensibilizzazione ambientale preceduta a inizio giugno da una mattina riservata alla raccolta dei rifiuti nella zona di Ponte Trebbia e lungo la pista ciclabile di collegamento con la Malpaga. 

«Le attività rientrano nel percorso di partecipazione “Calendasco nel 2030” che punta alla valorizzazione dei beni comuni», spiega il sindaco Filippo Zangrandi, che ringrazia il Gruppo dei volontari di protezione civile e Libera Caccia per il sostegno organizzativo prestato in entrambe le occasioni. «L’adesione è stata buona e la pulizia del Po ha anche rappresentato per tanti l’opportunità di conoscere da vicino angoli del territorio di solito difficilmente accessibili». Dai due attracchi del Masero e del Guado di Sigerico, infatti, sono partite 5 imbarcazioni messe a disposizione da privati che hanno accompagnato i volontari, in piccoli gruppi, a scandagliare le rive del fiume, lo spiaggione di Boscone e gli isolotti nei pressi di Calendasco. Al termine della raccolta, sono stati caricati due camioncini di rifiuti opportunamente smaltiti. 

«Le giornate di pulizia hanno dimostrato quanto l’aiuto di ciascuno sia fondamentale per la tutela dell’ambiente e per accrescere la vivibilità dei luoghi», continua il primo cittadino. «Il Grande fiume è un bene comune per eccellenza: l’esperienza svolta ha entusiasmato i partecipanti, al punto che è nata l’idea di ripeterla coinvolgendo gli altri comuni rivieraschi. Sarebbe un bel segnale di attenzione per il Po – conclude Zangrandi – che avrebbe anche l’obiettivo di ridurre l’arrivo delle plastiche al Mare Adriatico».

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