Quando il cantare in coro è una scelta e non un’usanza: i vent’anni del coro “Le Ferriere”

Il Coro polifonico fondato nel 1998 per il suo ventennale ha scelto di presentarsi in formazione unita con il coro San Fermo di Carpaneto

Il Coro polifonico Le Ferriere ha festeggiato il traguardo dei vent’anni di attività offrendo in rinnovata formazione il tradizionale Concerto d’Estate nella chiesa di S. Giovanni Battista dove, nel marzo 1998, aveva debuttato animato dalla passione del primo maestro, il genovese Lucio Fulle che, superando le difficoltà ambientali legate alla distanza, era riuscito a costituire un gruppo corale che andava ad arricchire l’offerta culturale del territorio. Dopo alcuni anni la direzione era passata ad un altro “genovese”, il maestro Paolo Mazza, al quale, nel 2003, era subentrato Massimiliano Pancini, diplomato in Flauto presso il Conservatorio Statale G. Nicolini di Piacenza, docente straordinario per due anni presso il Conservatorio di Adria, con formazione nella direzione e lunga esperienza come cantante.

E’ stato lo stesso M° Pancini a introdurre l’altra sera, il concerto del compleanno che segna anche la decisione dei Cori Le Ferriere e San Fermo di Carpaneto di presentarsi in formazione unita. Quando mi è stata proposta la direzione del Coro “Le Ferriere” – ha confidato il maestro Pancini al pubblico che ha gremito la chiesa di Ferriere - ho accettato per due motivi. Innanzitutto, conoscevo già il coro e lo apprezzavo. Non ho mai detto questo dettaglio esplicitamente ai coristi, perché non fosse interpretato come lusinga, ma credo che la mia stima sia sempre stata loro evidente. Il secondo motivo è il percorso per raggiungere Ferriere: l’alta val Nure mi ha sempre regalato scenari affascinanti, il torrente Nure scorre tra coste completamente coperte di verde. Cinquanta chilometri esatti separano la mia casa dalla sede del coro, ma sono sempre arrivato alle prove rilassato e concentrato ed ho ritrovato nel canto dei coristi i colori che mi hanno beato durante il viaggio. Il coro compie 20 anni; io ed i coristi cresciamo insieme da più di 10. E posso dire, senza retorica, che hanno portato tanto nella mia vita. “Cantare in un coro è un’attività piena di sfide, ma questo può saperlo solo chi ha questa esperienza. Per tutti i coristi, la sfida è cantare meglio a ogni esibizione, ma lo è anche apprezzare e conoscere sempre di più la Musica. Questa è un’arte che regala e svela a chi la pratica emozioni che altrimenti non sarebbero nemmeno immaginabili. Si scopre una Musica più grande di quella che si può realizzare individualmente. La mia sfida è condividere questo linguaggio affinché un gruppo di persone, ciascuna con la sua sensibilità e la sua storia, possa accedervi e diventarne interprete.

I problemi – ha proseguito il maestro - ci sono stati e ci sono tuttora, come capita nella vita di ogni associazione. Il primo tra tutti è il ricambio generazionale. Quelle due ore di prove, una sera la settimana, sembrano un grosso impegno e questo scoraggia molta gente. In realtà cantare insieme e migliorare la propria voce sono un divertimento, oltre che un’esperienza tra nuovi amici; mi sono accorto che ogni volta che un nuovo cantore entra nel gruppo, mi trovo di fronte ad una persona speciale. Oggi che il coro è una scelta e non un’usanza, chi inizia questo percorso porta tanto entusiasmo, sa cosa vuole e sprona tutti, anziché essere di peso in quanto “neofita”. Ha una forte personalità e coraggio perché sa apprezzare il lavoro del coro e quindi non teme l’impegno di una presenza costante. Forse – ha concluso il maestro - anche i cori hanno i loro corsi e ricorsi; il Coro Le Ferriere ha avuto molti successi ed alcune battute d’arresto, da cui si è sempre ripreso. È la voce di un paese che non pensa solo al quotidiano, ma vuole cantare perché ha qualcosa da dire: ogni corale rappresenta la sua comunità. Per questi, e per altri infiniti motivi, auguro “lunga vita al nostro coro!”

Il concerto, inframmezzato dagli interventi della presidente della corale Lucia De Micheli, dagli auguri del sindaco Giovanni Malchiodi e del direttore della Filiale di Farini della Banca di Piacenza Patrizio Pizzasegola, è iniziato con il brano "Tourdion", un canto medievale che descrive l'allegria ed i piaceri di una festa, a simboleggiare il ventesimo compleanno del Coro Le Ferriere. E’ seguito “Fiabe”, il cui testo racconta la storia di un paese, quale metafora della storia della vita del coro. I due brani successivi, uno irlandese ed uno italiano, hanno ripreso il tema attuale dell'emigrazione: Danny boy (solista Fabrizio Bertonazzi) e Mamma mia dammi cento lire. I repertori di entrambi i cori sono ricchi di composizioni di Bepi De Marzi, quindi il concerto è proseguito con tre brani del maestro veneto: “Maria Lassù”, “Joska la Rossa” e “Scapa oseleto”. A testimoniare l'evoluzione della corale verso la musica dei cantautori, per adeguare la realtà dell'associazione ai nostri tempi, il gruppo ha cantato “Montagne Verdi” e “Sognando la California” e dopo il negro spiritual "Oh when the saints", poi la musica leggera è continuata con “The lion sleeps tonight” e “What a wonderful world”.

Gli ultimi due canti sono stati scelti come simbolo dell'allegria che il canto esprime per mezzo della musica popolare. Entrambi i gruppi hanno messo i loro brani nel repertorio comune: il Coro San Fermo ha condiviso "L'uva Fogarina", Le Ferriere "Il Magnano"; infine, per il bis richiesto a gran voce dal pubblico, è stato scelto il brano "Moon river", tratto dalla colonna sonora del film “Colazione da Tiffany”, con Audrej Hepburn, che ha vinto l’Oscar come migliore canzone nel 1962.

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