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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
La situazione / Ferriere

«Asilo nido gratis per tutti in montagna», poi però spunta il tetto dell’Isee

Un padre di Ferriere: «Arrivano le rette da pagare». Sidoli (Vernasca): «Misura equa, però andrebbe riconfermata subito». Calestani: (Morfasso): «Da noi solo una famiglia esclusa». In Alta Valtrebbia c’è il tema dei non residenti

«La Regione si è fatta bella sui giornali, ma nella pratica l’asilo nido non è gratuito per tutti». Mattia Bergonzi, consigliere comunale e padre di due bambini, ha un figlio che frequenta il nido di Ferriere, struttura nata nel 2022. Quando Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, aveva annunciato che dal settembre 2023 nei comuni di montagna il nido diventava gratuito, aveva accolto la notizia con molto entusiasmo, come tutte le altre famiglie che hanno deciso di vivere e formare una famiglia nei comuni di montagna del Piacentino. «Peccato che nei giorni scorsi - fa sapere il consigliere di minoranza - mi siano arrivate le rette da pagare relative ai mesi di settembre e ottobre».

Questo perché, in un secondo momento, ad ottobre, la Giunta regionale, in una delibera, aveva inserito un requisito, in precedenza non annunciato: per l’esenzione è necessario avere un Isee familiare che non superi i 40mila euro annui

Bergonzi, dopo aver chiesto lumi nel municipio del suo comune, ha capito che, come altri, non potrà godere dell’esenzione promessa. «Però quando la Regione ha comunicato la novità - sbotta - nessuno aveva spiegato del parametro dell’Isee. Non erano stati messi paletti. Pensavamo che fosse gratuito, eravamo tutti tranquilli». A Ferriere, dei quattro bimbi, solo due famiglie possono contare sull’aiuto, le altre pagano la retta piena (560 euro al mese).

A Morfasso il parametro introdotto dalla Regione in un secondo momento ha guastato meno del previsto i piani. «Solo una famiglia delle sette che usufruiscono del nostro micro-nido - fa sapere il sindaco Paolo Calestani - supera la quota Isee e non verrà aiutata: tutte le altre accedono all’esenzione, qualcuno rimane dentro questo paletto per un pelo». Qua l’asilo costa 380 euro.

Per Giuseppe Sidoli, sindaco di Vernasca, la quota di 40mila euro è legittima e opportuna. «Su dodici famiglie, tre sono state escluse. A gennaio i bimbi del nostro asilo saliranno a 14. A mio parere trovo giusto il parametro indicato dalla Regione, chi è rimasto fuori ha le possibilità economiche per provvedere, la ritengo una misura equa. Piuttosto siamo preoccupati da altro». Cioè? «Procedure un po’ macchinose per accedere a questo sostegno economico, i nostri funzionari hanno fatto fatica, ma poi si è fatta finalmente chiarezza. E poi il provvedimento termina il 30 giugno, c’è incertezza sul proseguimento. Le famiglie vorrebbero sapere già oggi quel che sarà, per i loro futuri bilanci. Vorrebbero sapere se possono contare su questa esenzione o no. A mio giudizio servirebbe un po’ di continuità nelle azioni».

In Alta Valtrebbia, nell’Unione montana, si discuterà nella seduta di Giunta di domani la questione. «Più che altro affronteremo il tema dei bambini non residenti nell’Unione che frequentano l’asilo di Travo», spiega il sindaco travese Lodovico Albasi. «Dobbiamo capire come comportarci con quelle famiglie sotto la quota di Isee, ma residenti in comuni non di montagna». Sono molti? «Su 26 bimbi, quattro arrivano da Rivergaro, altri due da Gazzola, ad esempio». Comuni che non fanno parte dell’Unione montana e neanche classificati come “montagna”. «Vedremo cosa si può fare per loro e per quelli residenti, valuteremo la possibilità o meno, in qualche modo, di abbassare le loro tariffe», conclude il sindaco.

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