Riapertura dei centri estivi: «Pronti ad operare, si attendono protocolli operativi»

Confcooperative: «Un’azione importante, che risponde ai bisogni delle famiglie mettendo al centro le esigenze dei figli, piccoli o adolescenti che siano»

«Rileviamo positivamente che il Comune di Piacenza intenda aprire, dall’8 giugno, come permesso da decreto della Regione Emilia-Romagna, i centri estivi per bambini e ragazzi. Si tratta di un’azione importante, che risponde ai bisogni delle famiglie mettendo al centro le esigenze dei figli, piccoli o adolescenti che siano. Bimbi e ragazzi che, non dimentichiamolo, più di altri hanno sofferto l'isolamento imposto dalle misure anti-covid, che hanno comportato l’impossibilità di andare a scuola, la mancanza di relazioni e attività, e, purtroppo, per molti, anche lutti familiari ancora da elaborare», si legge nel comunicato firmato da Confcooperative.

«Apprezziamo - specifica la Direttrice di Confcooperative Nicoletta Corvi - il riconoscimento da parte del Comune di Piacenza delle nostre realtà come soggetti in grado di costruire, con il Comune, la risposta a questi bisogni. Infatti, come cooperazione abbiamo progettualità e professionalità per collaborare nell’offrire un servizio che sia sicuro (dal punto di vista sanitario), sostenibile (dal punto di vista economico) e di qualità (dal punto di vista educativo). Crediamo che, al pari nostro, anche il Comune non voglia offrire niente di meno di questo a famiglie e bambini, già provati da questi mesi difficili. Ora, per incamminarci in questa nuova attività, sfidante relativamente alle stringenti e giuste precauzioni che l’emergenza sanitaria impone, servono regole e indicazioni a valenza universale, alle quali tutti i soggetti interessati dovranno sottostare. Lavoriamo pertanto per trovare insieme le condizioni per partire dall’8 giugno».

Quali sono queste condizioni? «Anzitutto – precisa  la Corvi - un unico protocollo sanitario da applicare in tutte le attività estive rivolte ai minori che si svolgeranno nella nostra provincia, indipendentemente da chi sia il gestore. Le famiglie devono avere la certezza che le regole sono uguali per tutti, e così le garanzie offerte. Le proposte educative, naturalmente, potranno essere le più varie, purché rispettose di quanto indicato sall'Ausl. Altro tema parimenti cruciale è quello dei luoghi e delle strutture, dato che gli spazi devono essere conformi alle normative vigenti e adeguati alle necessità dei minori (se all’aperto, zone ombreggiate per i periodi più caldi, bagni esclusivi per i partecipanti ai centri estivi in cui poter effettuare disinfezioni costanti)».

Tutti questi nuovi e stringenti paletti, ovviamente, fanno salire alquanto i costi ai quali negli anni passati si riusciva ad offrire lo stesso servizio; serviranno quindi risorse economiche per calmierare le rette di iscrizione, inevitabilmente elevate per rispondere agli standard richiesti per la sicurezza sanitaria e per la professionalità delle figure educative. Rispetto alla professionalità servirà pure una formazione comune per professionisti ed eventuali volontari affinché conoscano e applichino i protocolli.

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«Confcooperative – conclude la Corvi – è quindi a disposizione dell’amministrazione e assolutamente favorevole alla concentrazione con tutti i soggetti interessati alla migliore riuscita dell’organizzazione di questi servizi, cruciali per i nostri giovani e per le loro famiglie. Occorre però fare presto e dettagliare modalità ed ambiti imprescindibili affinchè le nostre cooperative (e anche le altre realtà) possano operare. Fatto ciò, Piacenza, per questi mesi estivi, ha davvero l’opportunità di essere ‘la città dei bambini e dei ragazzi’!».

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