Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Riapre il ponte di Pievetta, Fontana: «Percorso travagliato, ora sollievo per la Valtidone»

Il «travagliato percorso di ristrutturazione» del ponte sul Po che collega Castelsangiovanni a Pieve Porto Morone, nel Pavese, si è concluso sabato 17 quando sono stati tolti i blocchi di cemento che nel corso dei lavori limitavano il transito dei mezzi pesanti

La riapertura del ponte

Il «travagliato percorso di ristrutturazione» del ponte sul Po che collega Castelsangiovanni a Pieve Porto Morone, nel Pavese, si è concluso poco dopo le 10 diPonte Pievetta riapertura-2 sabato 17 luglio quando sono stati tolti i blocchi di cemento che nel corso dei lavori limitavano il transito dei mezzi pesanti. Soddisfatta Lucia Fontana, sindaco del capoluogo della Valtidone che insieme al collega del Comune confinante Virginio Anselmi ha tenuto a battesimo la riapertura totale dopo due anni e mezzo di lavori. Ma il percorso inizia da più lontano: «Era il 2016 quando segnalammo, prima al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio e poi a Toninelli, le criticità strutturali del ponte e insieme al sindaco di Pieve Porto Morone ci siamo fatti sollecitatori degli interventi di manutenzione che sono in carico alla Provincia di Pavia».

Ponte Pievetta riapertura-2Gli interventi si sono conclusi nei giorni scorsi e dopo alcune prove di collaudo il viadotto è stato riaperto. «Siamo molto contenti e ringrazio in particolar modo l’ex prefetto di Piacenza Maurizio Falco che più volte si è interessato in prima persona delle problematiche, prima e durante il cantiere quando i mezzi pesanti transitavano sul ponte, nonostante i divieti emanati dalla provincia di Pavia». Erano stati infatti posizionati blocchi di cemento in ingresso e in uscita, in entrambe le direzioni ma – ricorda il sindaco Lucia Fontana – «i tir hanno sempre tentato il passaggio rimanendo bloccati e creando ingorghi al traffico». «Ora c’è sollievo per tutti e per la viabilità del territorio» - conclude il sindaco di Castello – ma nel corso del tempo «si sono susseguiti numerosi intoppi anche e soprattutto a causa della burocrazia: la Valtidone e il polo logistico di Castello ne hanno risentito parecchio, così come tutti i lombardi che dalla Provinciale 412 entravano nel nostro territorio subendo grandissimi disagi. Un’ordinaria storia italiana con un lieto fine».

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