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Martedì, 17 Maggio 2022
Agricoltura

«Riduzione gas serra, bando regionale buona occasione per ammodernare le aziende»

Confagricoltura interviene in merito al bando della Regione per gli "Investimenti per la riduzione di gas serra e ammoniaca": «In quasi 20 anni emissioni inquinanti diminuite del 23,4% ma occorre un’ulteriore riduzione»

Con la delibera di Giunta regionale n. 2283 del 27 dicembre 2021 è stato pubblicato il bando del tipo di operazione 4.1.04 "Investimenti per la riduzione di gas serra e ammoniaca". Nei giorni scorsi Confagricoltura Piacenza ha organizzato un seminario tecnico per approfondire. All’appuntamento, con il numeroso pubblico in parte in presenza in parte da remoto per rispettare le disposizioni relative alla pandemia, sono intervenuti Gabriele Vaccari, responsabile Ufficio Gabriele Vaccari-2Ambiente, Territorio e Zootecnia di Confagricoltura Emilia Romagna, Susanna Franzini, responsabile dei Servizi tecnici di Confagricoltura Piacenza e la collega Roberta Bettuzzi responsabile dell’Ufficio sviluppo. “È una buona occasione per le aziende zootecniche chiamate ad ammodernare strutture e attrezzature per rispettare i sempre più stringenti vincoli ambientali” – ha sottolineato Vaccari che ha tratteggiato un quadro generale degli adempimenti e dei regolamenti che le aziende devono rispettare in termini di emissioni. “Complessivamente, la tendenza di emissioni di NH3 in agricoltura dal 1990 al 2018 mostra una diminuzione del 23,4% - ha spiegato Vaccari -. È però vero che il quadro normativo impone un’ulteriore riduzione delle emissioni inquinanti attraverso complesse direttive europee, in parte in fase di recepimento.

È invece già operativo il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) che prevede una serie di obblighi per le aziende agricole tra cui quello di copertura delle vasche di stoccaggio delle deiezioni o la realizzazione di vasche con un rapporto superficie/volume inferiore o uguale a 0,2 m2/m3 e la distribuzione degli effluenti di allevamento con le metodologie a bassa emissione. Inizialmente il termine entro il quale provvedere era gennaio 2020, poi è stato prorogato a ottobre 2022. Il Piano stesso, tuttavia, stabilisce di incentivare, all'interno del Piano di Sviluppo Rurale (PSR), queste misure che infatti ritroviamo nel bando”.  I beneficiari sono le imprese agricole, in forma singola o associata, che producono o utilizzano effluenti di allevamento e/o digestato. “La dotazione finanziaria supera i dieci milioni di euro – ha spiegato Roberta Bettuzzi – l’intensità dell’aiuto aBettuzzi Franzini-2 fondo perduto è il 75% della spesa ammissibile, per un aiuto minimo di €20.000,00. Le imprese possono presentare progetti singoli, in questo caso il massimale degli aiuti è pari a € 180.000che salgono a €500.000 per progetti collettivi”. “Gli interventi ammessi – ha precisato Franzini – riguardano lo stoccaggio e la distribuzione degli effluenti di allevamento e digestato.

Per quanto riguarda gli effluenti liquidi, è ammessa la realizzazione di vasche con rapporto superficie/volume pari o inferiore a 0.2 (contenitori alti e stretti); l’installazione di serbatoi flessibili in materiale elastomerico o plastomerico; la copertura di vasche esistenti o nuove con coperture flessibili galleggianti (inclusi teli e sacche gonfiabili), ermetiche sia rigide che flessibili e coperture a tenda. Il bando finanzia anche la realizzazione di Interventi specifici per la distribuzione degli effluenti non palabili come pompe e filtri per impianti di fertirrigazione con liquame diluito in superficie, con subirrigazione o attrezzature per spandimento rasoterra a strisce e dispositivi iniettori a solchi aperti o chiusi. Per gli effluenti palabili – ha aggiunto - è possibile chiedere il contributo per la realizzazione di capannoni o per la copertura stabile della platea”.

Il bando ammette aiuti anche per l’acquisto di attrezzature dedicate al trattamento fisico-meccanico degli effluenti di allevamento tal quali o digestati come attrezzature per aerazione, compostaggio, separatori, tunnel esterno di essiccazione. “Il punteggio minimo di accesso ai contributi è fissato in 30 punti – ha spiegato Roberta Bettuzzi – sono definiti i criteri di priorità piuttosto articolati. Se il progetto è costituito da più tipologie di investimento il punteggio complessivo attribuito alla domanda è determinato dalla ponderazione del peso percentuale della spesa ammissibile riferita a ciascun investimento rispetto alla spesa complessiva, per cui non è possibile fare una semplice sommatoria dei punti per ciascuna attrezzatura”. “Il bando scadrà il primo aprile 2022 – ha concluso Bettuzzi - I progetti approvati dovranno essere ultimati entro 12 mesi dalla comunicazione dell'atto dirigenziale di concessione. Potrà essere concessa una sola proroga non superiore a 180 giorni ed è ammessa una sola richiesta di variante da parte dei beneficiari. Non saranno invece ammesse varianti che prevedano l’acquisizione di un nuovo permesso di costruire”. L’invito congiunto delle due relatrici, a quanti fossero interessati, è stato quello di rivolgersi per tempo agli uffici tecnici territoriali di Confagricoltura, sia per poter aver contezza di un calcolo preciso dei potenziali punteggi, sia per raccogliere per tempo tutta la documentazione necessaria.

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