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Riparte a Piacenza la mensa solidale: un pasto caldo per sostenere chi non ce la fa

Prosegue il progetto solidale iniziato nel settembre 2020 con la distribuzione gratuita di pacchi alimentari e accessori per l’igiene personale e della casa

Alcuni dei volontari in cucina

Il 28 gennaio è ripartito a Piacenza il progetto di “Mensa Solidale Nessuno Escluso”, ideato e organizzato unitariamente da una rete di associazioni attive a Piacenza: Gap Piacenza (Gruppo di acquisto popolare), Emergency, VeloLento, Gasb, Pecora Nera (commercio equo solidale).
Il progetto ha lo scopo di sostenere nuclei familiari, anziani soli, giovani precari, lavoratori di settori gravemente penalizzati dalla crisi, in genere rivolto verso tutte le persone che si trovano in difficoltà economica senza alcuna distinzione.
Iniziato nel settembre 2020 con la distribuzione gratuita di pacchi alimentari e accessori per l’igiene personale e della casa, il progetto “Nessuno Escluso” si è poi sviluppato dal 18 dicembre 2020 anche con la distribuzione di pasti completi (circa 140 portate). L’avvio della “Mensa solidale” è reso possibile, oltre che dalla disponibilità di volontari (cuochi e addetti alla cucina), anche grazie alla “Cooperativa popolare Infrangibile” che ha messo gratuitamente a disposizione i locali e la cucina del proprio ristorante. 

«Si tratta di pratiche sociali - spiegano le associazioni in una nota - che si inseriscono nell'esperienza di mutualismo popolare, attivo a Piacenza già da diversi anni, orientato a facilitare l'accesso a servizi come la spesa popolare, cure odontoiatriche, ripetizioni scolastiche, assistenza legale, piccole manutenzioni della casa,                                          ecc. Una pratica che ha come obiettivo quello di creare reti e luoghi di solidarietà e partecipazione perché nessuno si trovi solo ad affrontare la crisi».

In ottemperanza alle regole imposte dai Dpcm per pandemia da Covid-19, la mensa solidale è attualmente organizzata tramite ritiro o consegna a domicilio dei pasti pronti, utilizzando contenitori da asporto.
«L’iniziativa, organizzata per ora con cadenza quindicinale, speriamo si possa incrementare in modo graduale a seconda delle forze raccolte sia economiche che fisiche e in ottemperanza delle regole imposte dai DPCM per pandemia da Covid-19»

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