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Martedì, 30 Novembre 2021
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Riparte il marchio “Natural Valley” per la collina e montagna piacentina

La Provincia ha deciso di recuperare il marchio caduto nel dimenticatoio che coinvolge i territori di ventuno comuni

Nel 2015 la Provincia diventa ente di secondo livello e il marchio “Natural Valley” cade nel dimenticatoio. Ora si è deciso di recuperarlo per dare impulso e aiuto alle aziende agricole. L’iniziativa è di Franco Albertini, consigliere provinciale con delega all’agricoltura e sindaco di Alta Val Tidone. «Questa convenzione tra 21 comuni andava riattivata coinvolgendo tutte e tre le associazioni agricole. Non si tratta di proporre nuovi “lacci e lacciuoli” per le aziende agricole di montagne, già alle prese con la concorrenza di quelle di pianura, più strutturate. Il marchio è un modo per valorizzare le tante aziende Bio di montagna». A breve la Provincia farà una ricognizione di tutte le imprese del territorio che hanno le caratteristiche per entrare a farne parte.

Il marchio partì nel 2001 e decadde nel 2015. «Sono il tecnico provinciale che nel 2001 propose di attivare qualcosa di nuovo per la collina e la montagna – ha ricordato Albino Libè, consulente dell’iniziativa - che hanno un’alta qualità ambientale. Facemmo con Arpa (oggi Arpae) una serie di controlli sul territorio e sulle industrie inquinanti, per certificare quale fosse il perimetro dell’area naturale. Fino al 2015 i controlli delle stazioni fisse sul territorio hanno proseguito queste verifiche». All’inizio, in pratica, fu un’operazione di mappatura del territorio. «All’epoca una fabbrica in Alta Val Tidone e il cementificio di Vernasca costrinsero a rivedere i confini dei rispettivi comuni nella Natural Valley».

i confini della Natural Valley-2

Le aziende che si volevano iscrivere dovevano rispettare alcuni requisiti nella conduzione dell’attività. «In 15 anni ci sono state imprese in entrata e in uscita dal marchio. Con la modifica delle funzioni della Provincia del 2015 questo marchio è decaduto. Ora vogliamo farlo ripartire», hanno spiegato dall’ente di via Garibaldi. Alle aziende agricole viene chiesto di impegnarsi in alcune buone pratiche. Ad esempio lasciando alcuni campi fioriti per l’impollinazione delle api. O mettendo a dimora piante per creare dei boschetti che consentano di ricostruire una certa vegetazione, mitigando l’inquinamento ambientale. Anche ripristinando i pascoli.

«Il 72% dei turisti italiani – ha evidenziato Riccardo Lagorio, giornalista esperto in denominazioni comunali - si sposta per motivi enogastronomici, secondo una ricerca dell’Università di Bergamo. È stato chiesto al campione di intervistati se si tratta di un’esperienza così fondamentale: il 93% ha risposto di sì. La provincia piacentina è quella maggiormente deputata a questo, la montagna ancora di più». Lagorio ha suggerito di invitare giornalisti di testate nazionali nei 21 comuni per far conoscere le prelibatezze del territorio. «Noto un ritorno dei contadini alla terra – ha aggiunto - in particolare giovani. Ho questa sensazione, anche nel territorio piacentino. Quello che viene chiamato “isolamento della montagna” è in realtà un bazooka per attrarre milanesi ed emiliani».natural valley logo-2

«Sono soddisfatto che sia ripartito questo marchio – ha espresso il sindaco di Bettola Paolo Negri - andava riesumato e non perso. È un marchio fondamentale per la Valnure, dove era nato. Sempre la Valnure nel frattempo ha aggiunto il Trail Valley, un comprensorio di sentieri da Pontedellolio a Ferriere con tutti i percorsi mappati». «Il marchio è un volano – ha aggiunto Paolo Calestani, sindaco di Morfasso - per la ripartenza della montagna. È vero, i ragazzi hanno riscoperto l’agricoltura di montagna, che significa soprattutto rispetto per l’ambiente. Ho avuto nel mio comune, ultimamente, un buon numero di piani di primo insediamento rurale. Se non ci fossero, il dissesto idrogeologico sarebbe ancora più grave, la terra sarebbe arrivata fino in piazza Cavalli Comunque carne e latte sono fondamentali, un territorio senza allevamento non è un territorio. I giovani che hanno voglia ci sono». «L’Alta Valtrebbia – ha partecipato al dibattito anche Maria Lucia Girometta, vicesindaco di Ottone - ha sofferto molto nell’ultimo anno a causa del crollo di ponte Lenzino. Ma i nostri comuni si stanno attivando per il turismo».  «I nostri giovani non hanno bisogno di pacche sulle spalle – è il commento di Mauro Guarnieri, sindaco di Corte Brugnatella - ma vanno aiutati a stare sul territorio». Una voce fuori dal coro è stata quella dell’assessore di Piozzano, Robertino Barocelli. «Giusto seguire il disciplinare - è la sua annotazione - ma l’agricoltore di Piozzano ci chiede se questo marchio porta a qualcosa nel momento in cui si vende il prodotto o se è solo un aggravio di pratiche e comportamenti».  

Le associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia, per voce dei propri rappresentanti, hanno evidenziato l’importanza di far conoscere i prodotti Bio della montagna e della collina promuovendoli nelle mense scolastiche, negli ospedali e nelle strutture sanitarie del territorio. «Il latte delle vacche ottonesi della Natural Valley – ha esemplificato Enrica Gobbi di Coldiretti Piacenza - sicuramente contribuirà a produrre un formaggio sano e di qualità aiutando un territorio marginale».

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