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Riparte la nostra rubrica "Andar per almanacchi e calendari"

Ci avviciniamo all’anno nuovo e come è tradizione della nostra testata accenniamo alla storia degli almanacchi e calendari del passato per poi presentare i calendari per l’anno 2020 editi da Comuni, enti ed associazioni

Ci avviciniamo all’anno nuovo e come è tradizione della nostra testata accenniamo alla storia degli almanacchi e calendari del passato per poi presentare i calendari per l’anno 2020 editi da Comuni, enti ed associazioni.

Almanacchi e calendari sono pubblicazioni annuali affini ma i primi hanno informazioni aggiuntive, come indicazioni astronomiche, quali le ore della levata e del tramonto del Sole e della Luna, notizie geografiche e statistiche. I più antichi almanacchi di cui si ha traccia risalgono agli ultimi decenni dell’anno Mille. Erano configurati da tavole astronomiche utili per ottenere il giorno della settimana, o come conversione di date da un'era ad un'altra. L’invenzione della stampa (convenzionalmente 1455, anno di pubblicazione della cosiddetta Bibbia di Gutenberg) favorì l'ulteriore diffusione degli almanacchi che divennero pubblicazioni periodiche multisettoriali con notizie e informazioni astronomiche, utili agli agricoltori ed ai naviganti, informazioni sulla posizione di stelle, pianeti e costellazioni visibili mese per mese, l'alternarsi delle stagioni e simili. Il 1700 si rivelò il secolo della massima voga degli almanacchi che furono il principale mezzo di diffusione culturale tra la popolazione contadina ed artigiana.  Alla loro diffusione nelle città e nelle campagne provvedevano i venditori ambulanti che spesso ne facevano lettura nelle piazze di città e paesi.

Tra il 1824 ed il 1832 Giacomo Leopardi pubblica “Le Operette morali”, raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, divise tra dialoghi e novelle dallo stile medio e ironico. Pubblicate definitivamente a Napoli nel 1835, contengono il noto

“Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere"

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? 
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? 
“Venditore. Oh illustrissimo si, certo….Leopardi-2

… inizia così fra i due un fitto scambio di battute durante il quale il venditore, pur sostenendo che la vita è una cosa bella, è costretto ad ammettere che non ci sono nella sua vita trascorsa tempi felici, anni a cui vorrebbe somigliasse l’anno venturo. Alla fine il passeggere giunge alla conclusione che la felicità consiste nell’attesa di qualcosa che non si conosce, nella speranza di un futuro diverso e migliore del passato e del presente.

Poi compra l’almanacco più bello e se ne va; il venditore riprende il suo cammino e il dialogo si conclude con la stessa battuta con cui è iniziato: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi, a sottolineare il ripetersi delle vicende umane e l’impossibilità del cambiamento.

1-continua

ALMANACCO-2

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