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Mercoledì, 17 Aprile 2024
La riflessione

Rottofreno, la minoranza: «Occorre riflettere sull’agrivoltaico»

La proposta dell’Amministrazione di installare il fotovoltaico in un’area di strada Lampugnana (pari a 14 campi da calcio) non è condivisa: «Merita un approfondimento»

“Ripensiamo Rottofreno” il gruppo consiliare di minoranza composto da Paolo Bersani, Simona Bellan, Mara Negrati e Simone Ventola, interviene in merito al progetto di agrivoltaico in un’area comunale. «È stata annunciata la decisione dell’Amministrazione Comunale – intervengono i quattro consiglieri d’opposizione - di attrezzare ad agri-voltaico un importante appezzamento di terreno di proprietà comunale avente un’estensione di 96.000 metri quadrati, ad oggi riservato a coltivazione agricola, pari a 14 campi da calcio e situato nei pressi della Strada Lampugnana. Una decisione presa in fretta e furia che probabilmente meriterebbe approfondimenti. Fretta che sembra essere determinata dalla necessità di prenotare gli slot necessari nella centrale elettrica per trasferire l’energia prodotta dai pannelli in rete. In un ambito in cui ci sono più dubbi che certezze ed un campo di sperimentazione molto limitato, vista la posta in palio che difficilmente ti consente di tornare indietro, sarebbe opportuno fare maggiori riflessioni. Le poche sperimentazioni non sono certamente un esempio di miglioramento né del paesaggio né delle produzioni agricole sottostanti. Perché farlo? La normativa regionale consente una piena destinazione d’uso di pannelli agri-voltaici delle aree denominate ex cave di cui è ricco il nostro territorio, parliamo di circa 300.000 metri quadrati pari a circa 42 campi da calcio, anche se queste sono utilizzate da tempo a fini agricoli. Il volto del nostro comune cambierebbe radicalmente, le nostre passeggiate avrebbero come panorama una distesa di specchi. In aggiunta la nostra amministrazione ha pensato bene di trasformare un bene per noi prezioso, i  96.000 mq di cui sopra, attraverso un bando che prevede una base d’asta d’affitto annuo di 23.500 euro più la possibilità di presentare progetti che amplino la capacità fotovoltaica della copertura del palazzetto dello sport».

«Una cifra alquanto modesta se rapportata alle potenzialità di sfruttamento energetico dell’intervento. Oggi i 96.000 mq  a terreno agricolo rendono 7.000 euro annui. Questi interventi si inseriscono nel quadro delle misure richieste dall’Europa per raggiungere gli obiettivi 2030 e 2050 e pertanto sono soggetti ad incentivi e finanziamenti a fondo perduto del Pnrr (pari a 1,1 miliardi di euro). Se volessimo dare il nostro contributo nello sviluppo dell’energia sostenibile non sarebbe più opportuno agire su coperture di capannoni, edifici vari e non contribuire ad un evidente consumo di suolo stante il probabile risultato per la natura che l’installazione di queste tecnologie comporterà? I dati forniti da Lega Ambiente ci dicono che solo il 10% dei tetti dei poli logistici piacentini sono coperti da pannelli fotovoltaici. Perché non sfruttare pienamente tutte le superfici a disposizione prima di rubare terreni necessari al sostentamento primario dell’uomo? Come afferma il prof. Pileri, ordinario di pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano, la tutela dei suoli e la produzione di energia solare non devono essere in conflitto. Perché fare tutto questo per un piatto di lenticchie? Ogni sindaco ha il dovere di difendere il proprio territorio mentre nel Comune di Rottofreno assistiamo all’esatto contrario. Forse prima di privarsi per 30 anni di una preziosa risorsa varrebbe la pena fare un’attenta analisi dei pro e contro e chiedere alla cittadinanza di esprimersi su come vorrebbe il futuro del nostro paese. La visione futura è quella di volersi circondare di pannelli e non più di campi coltivati? Che futuro stiamo costruendo per i nostri figli? Sicuramente saranno loro a subire le conseguenze delle nostre scelte. Noi faremo di tutto perché la cittadinanza possa esprimere il suo parere e agiremo di conseguenza».

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