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Lunedì, 16 Maggio 2022
Il caso / Caorsana / Via Caorsana

«Rubato dalla tomba di mia nonna un quadretto dedicato a lei. Perché così tanti furti al cimitero?»

Una lettrice scrive alla redazione ed evidenzia un problema purtroppo ben noto: «Rubano già scope, palette e il materiale che usiamo per tenere pulito. Ma questo gesto mi ha ferita»

«Ognuno di noi trova conforto a modo proprio, esprime il dolore in modo del tutto personale. Si curano i fiori, si visitano i cari defunti facendo loro compagnia con una preghiera; io porto dei “pensierini”. Uno di questi era proprio il mio quadretto che incorniciava un testo che racchiude tutto il mio dolore ma anche il desiderio di sentirli sempre vicini, nient’altro che “Ovunque sarai” dedicato a mio padre e a mia nonna. Erano già sparite piantine e il necessario per tenere pulito. Ma questo gesto mi ha ferita particolarmente. Quell’oggetto era dedicato ai miei cari: come si può rubare davanti al sorriso di mio padre e di mia nonna?».

A scrivere alla redazione è la nostra lettrice Antonella Grimaldi, che ha avuto l'amara sorpresa di scoprire che qualcuno ha rubato dalla tomba della nonna, defunta un anno fa, un piccolo quadretto che la nipote stessa aveva fatto a mano, con poche righe dedicate ai suoi cari defunti. Un gesto davvero bieco, e che riaccende una problematica già nota, ovvero quella dei furti all'interno dei cimiteri della città. 

«Sono andata a trovare mia nonna sepolta nel cimitero di Piacenza - scrive la lettrice - l'undici giugno 2022 sarà un anno che è volata in cielo lasciando un profondo vuoto e molta tristezza. Qualche mese fa le avevo dedicato una frase scrivendola e incorniciandola in un quadretto molto semplice preso all'Ikea, costato forse meno di un euro: era una dedica non solo per mia nonna morta da un anno ormai, ma anche per mio papà morto 26 anni fa lasciando due figli di 4 anni e 6 mesi, e sepolto purtroppo lontano 1200 chilometri da qui. Il problema non è tanto il furto del quadretto, il problema è che neanche al cimitero adesso si può stare tranquilli». 

«Mia nonna si è dovuta vedere rubare da morta un oggetto che io, con impegno e col mio dolore, avevo fatto e dedicato a lei e per lei. Siamo arrivati a questo punto?». 

«In questo momento sto cercando di formare una famiglia a Piacenza perché è una città che 20 anni fa ha accolto me e la mia famiglia con estremo rispetto, e amo questa città come se ci fossi nata: ho sofferto qui le tragiche conseguenze del Covid e ho sostenuto quando c'era da farlo. Questo gesto per me è stato uno sfregio per i nostri morti lontani e vicini che si vedono rubare ogni giorno qualcosa dal cimitero, partendo dalle scope e palette, dagli spruzzini che utilizziamo per mantenere pulito e per finire anche dei quadretti fatti a mano, scritti a mano come dedica alla propria nonna».

«Vorrei in questo momento di piena campagna elettorale esporre questo problema da risolvere il prima possibile, perché prima di tutto il rispetto ai nostri morti va sempre dimostrato e non piaccia a nessuno, anche a chi sarà eletto, vedersi rubare anche i pensieri per i propri cari sepolti già con molta tristezza e fatica».

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