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San Martino a Bobbio, «Un vincolo sulla destinazione d’uso per evitare speculazioni»

L’associazione Comitato Terme e val Trebbia: «Il terreno è a un prezzo stracciato, l’uso migliore dell’area è pubblico e non privato»

«Il 24 novembre si terrà la prossima asta del terreno di San Martino a Bobbio – informa il comitato Terme e Val Trebbia, che ha a cuore la questione - e sappiamo tutti che al prezzo di 178mila euro le probabilità che qualcuno lo prenda sono alte. Per farne cosa? Come molte persone, l’associazione “Comitato terme e val Trebbia” ritiene che l’uso migliore sia quello di un uso pubblico, rispondente a bisogni della popolazione. Inoltre sul terreno è in corso una indagine sulle acque termali, finanziata dalla regione, da completare».

«Ci sembra ragionevole che gli amministratori di Bobbio e della valle introducano tutele sui 55.000 metri quadrati del terreno, diventati edificabili in nome di accordi per riaprire le vecchie terme. Le vecchie terme sono rimaste chiuse, il partner degli accordi è fallito, non c’è ragione per confermarne l’edificabilità. Dato che è l’edificabilità a prezzi stracciati che rende appetibile San Martino per interessi speculativi, per scoraggiarli basta che gli amministratori pongano vincoli sulla destinazione d’uso. Dopo 13 anni di accordi fallimentari con privati è il momento di girar pagina. E per girar pagina adottare gesti concreti». «L'amministrazione di Bobbio e l'Unione dei comuni (a vario titolo) dispongono di strumenti per porre condizioni su edificabilità e destinazione d'uso del terreno. In nome dell’interesse generale possono porre limiti, affinché obiettivi di interesse pubblico non siano subordinati a interessi privati».

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