San Rocco, uno dei Santi più venerati nella nostra provincia

A Cassano di Ferriere nel tempietto a lui dedicato celebrata l’unica messa dell’anno

La ricorrenza di San Rocco, il 16 agosto, è festeggiata in molte parrocchie della diocesi piacentina. Oltre che nella chiesa cittadina di via Legnano, il santo è stato onorato anche nelle borgate lungo il Po da Castelsangiovanni a Sarmato a Caorso. In Val Nure a Pontedellolio, dove nelle adiacenze dell’Oratorio da 347 anni si stendono i banchi della Fiera. In alta val Nure la venerazione si è rinnovata a Cogno S. Bassano (Farini) e in comune di Ferriere a Cerreto Rossi e a Cassano. Qui, nel piccolo oratorio a lui dedicato, da diversi anni la messa viene celebrata una sola volta all'anno: il 16 agosto. Così è stato giovedì scorso all’esterno del tempietto costruito con la bella pietra locale posata al vivo dalle genti che – secondo la tradizione orale - abitavano la località nel ‘600 quando la popolazione toccata dall'epidemia della peste, invocò e ottenne un intervento miracoloso su quel flagello.

Si sa con certezza di una “indulgenza plenaria” a chi si accosta all’Oratorio con la preghiera, concessa dal vescovo mons. Giambattista Scalabrini nel 1880. E’ altrettanto certo che la cappellina sorse sul terreno della famiglia Maiocchi che ne conserva ancora oggi il possesso, mantenendone in vita le peculiarità e la funzione pubblica. La campanella sul muro della facciata ha richiamato anche quest’anno molti devoti per la celebrazione della Messa che è stata celebrata da mons. Giancarlo Conte, già parroco di San Giuseppe Operaio in Piacenza, che ha trasmesso con densità i grandi temi della fede ricordando come la religione  cristiana è fondata sull’amore e che gli uomini e le donne valgono in funzione dell’amore che sanno dare. Al termine della funzione una suggestiva processione con la scultura lignea del Santo.

Nel capoluogo larga partecipazione di fedeli anche alla messa nel quartiere residenziale Casarossa, anche qui celebrata una sola volta all’anno durante le festività di Ferragosto.

Il rito religioso è stato concelebrato dal parroco don Stefano Garilli con don Giuseppe Calamari e  con mons. Giancarlo Conte, davanti al bel tempietto in pietra racchiuso a semicerchio da una siepe di biancospino e contornato da un prato sempre ben curati; dove alla statua della Madonnina, anche nelle più avverse giornate dell’inverno, non manca mai un lume devozionale.

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