Martedì, 21 Settembre 2021
Attualità Sant'Antonio

Sant’Antonio non ci sta: «Giù le mani dal “campone”»

Contestato dai residenti il progetto di recintare il campo da calcio nell’area del bosco degli alpini: «Rimanga a disposizione di tutti, non solo del Gotico-Garibaldina». L’assessore Cavalli: «Area sotto utilizzata, così più fruibile»

I residenti sembrano tutti d’accordo: «Il “campone” non si deve toccare». Nel corso dell’assemblea pubblica organizzata da Legambiente a Sant’Antonio, la posizione di chi vive nel quartiere è stata ribadita - a gran voce - all’Amministrazione comunale. La Giunta lo scorso 10 agosto – prima delle ferie – ha approvato un progetto proposto dalla società sportiva Gotico-Garibaldina per recintare una parte del bosco degli alpini, dove sorge un campo da calcio, libero, ovvero aperto a tutti. L’obiettivoGiuseppe Castelnuovo-4 è avere un campo da calcio ben curato per scuola calcio, pulcini ed esordienti della società che a poche centinaia di metri ha la sua base giovanile, in altre strutture lontane solo poche centinaia di metri.  

«Non è stata favorita la partecipazione del quartiere – ha puntualizzato Giuseppe Castelnuovo di Legambiente – prendendo una decisione in Giunta il 10 agosto, senza che nessuno di Sant'Antonio sapesse qualcosa. Non abbiamo niente contro la società Gotico Garibaldina, da vent'anni ha avviato migliaia di bambini all'attività sportiva. Vogliamo solo che si limiti a proseguire il suo impegno all'interno delle strutture sportive già esistenti». Tommaso Sala e Marina Ballestrazzi hanno avviato una raccolta firme online (che ha già raccolto oltre mille sottoscrizioni) per chiedere alla Giunta di stoppare il progetto, che deve ancora approdare in Consiglio comunale (attualmente fermo, riprenderà a breve).

«Forse dovevamo essere più partecipativi – ha ammesso l’assessore allo sport Stefano Cavalli, presente all’incontro con il quartiere -. Dovevamo presentare l’atto in Giunta agli inizi di luglio, ma per un problema tecnico è slittato avanti. Non si parla di un inglobamento del campo, ma di un utilizzo migliore dell'area. Pensiamo di valorizzare ulteriormente lo spazio con questa soluzione. Lo rendiamo più fruibile e tenuto. Il parco non verrà toccato e la società lo conserverà meglio. I bambini e i ragazzi devono fare sport in sicurezza in città, dentro strutture adeguate. È un tema che non riguarda solo Sant'Antonio, ma tutta la città».

Il dirigente del Comune Giovanni Carini ha spiegato che rimarrà l’area adiacente di sgambamento di cani. «In questo comparto – ha detto alla platea - c’è una parte che ospita le piante, ed è il bosco degli alpini. Una parte è dedicata al campo da calcio (i residenti lo chiamano “il campone”, nda) e un’area marginale è divisa tra lo spazio di sgambamento cani e uno spazio libero. Da sopralluoghi e segnalazioni sappiamo che ci sono problemi. Quando entra un cane di taglia grande quelli più piccoli escono dall’area sgambamento e usano gli altri spazi. Da tempo avevamo già in mente di recitare le aree, perché gli operai del verde devono usare gli stivali per pulire, le aree sono sporcate dai quattro zampe». Questa “versione” dello stato dell’arte è stata duramente contestata dai cittadini presenti, che non ritengono credibile il problema segnalato da Carini.campone Sant'Antonio-7

«Non è comunque un'area verde – ha precisato il funzionario del Comune -, ma un'area sportiva. Così è classificata, solo il 30% deve essere lasciato a verde. La sua destinazione urbanistica da 15 anni è quella. La soluzione che si è trovata per salvare sia la parte verde che l'area di sgambamento cani e le piante, è quella di recintare il campo da calcio. Inoltre metteremo una pista ciclabile». «Oltre al recinto del campo grande – è il progetto dell’ente per compensare la chiusura del campone - pensiamo di realizzare un campo di calcio da 9 giocatori aperto a tutti che dovrebbe sopperire anche al bisogno di utilizzo spontaneo dei bambini».

Il quartiere è però insorto. «C'è bisogno il più possibile di verde – ha preso la parola Sala -. La società di calcio ha altri campi. Semmai manca la manutenzione del Comune, da anni chiediamo di sistemare panchine e altre strutture». «Gli spazi servono a tutti – è l’intervento di Luca Marazzi - anche agli anziani. E non c'è il solo il calcio. Si possono usare questi spazi per qualsiasi attività».

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«Nel Rue – ha ripreso Castelnuovo di Legambiente - è classificato come “verde pubblico attrezzato”. Sono vent'anni che è libero quello spazio. Noi aggiungeremmo altri alberi, Piacenza è una delle zone più inquinate d'Europa, servono. E servirebbe un impianto di irrigazione del campo e la sostituzione delle panchine. Così come merita una sistemata l'area verde di via Giorgi, che era una compensazione di una lottizzazione, ma è stata poi abbandonata». «Il vialetto è pieno di erbacce – ha ricordato Carla Lusati, residente dal 1986 – e le panchine sono inutilizzabili. Poca attenzione del Comune qui, c'è rabbia». Due ragazzi hanno chiesto di poter continuare a usufruire di quell’area. «Nel weekend è sempre pieno di adolescenti che giocano. Chiediamo che rimanga aperta a tutti. È l'unico spazio che rimane per giocare liberamente».

Ha chiesto la parola anche Christian Fiazza, consigliere del Pd e residente nel quartiere. «Il campone è stato sotto utilizzato – ha detto l’esponente dell’opposizione - in questi anni, ma anche poco curato. Però c'è amarezza per aver scoperto tutto ad agosto. Fare un'azione del genere senza informare i residenti non è stato bello. Il Gotico è una società seria, non fa le cose dietro le quinte. Fa l'interesse dei ragazzi. Ma il campone deve rimanere libero e aperto a tutti». Il capogruppo degli alpini di Piacenza, Gino Luigi Acerbi, ha detto la sua. «Siamo stati noi alpini a piantare le piante lì, ma ne mancano 40. Però ci vogliono gli impianti per annaffiare automaticamente, c'era gente che veniva alle 2 di notte per dare l'acqua, quando dovevano crescere».

Si è dovuto difendere dalle critiche il presidente della società calcistica, Filippo Lusignani. «Vogliamo solo far allenare i bambini in questo campo. Non verranno costruite né tribune, né spogliatoi, solo una recinzione e una fila di luci d’illuminazione». «La situazione – ha chiosato l’assessore Cavalli - migliorerà in quest'area, diventerà più fruibile. Non condivido quello che è stato detto stasera. Troveremo un punto di incontro con i consiglieri della frazione, Sergio Pecorara e Christian Fiazza e Legambiente». «La richiesta dei Sant’Antonio è chiara – ha concluso Castelnuovo -, il problema è quello della recinzione. Se la mettete l’area non è più pubblica, ma privata e indisponibile».

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