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Scarpa: «Piacenza si è dimenticata di essere la sede del segretariato del Premio Nobel per la Pace»

«Partiamo dal Segretariato del Premio Nobel per la Pace attorno a cui costruire un serio progetto culturale - turistico. Crediamo che non sia necessario ricordare ai piacentini che cosa è il Premio Nobel della Pace che è stato assegnato negli ultimi 30 anni a personaggi che hanno fatto la storia “positiva” del nostro pianeta proprio contro le forze negative. Non ci appare necessario neppure sottolineare anche quanto la parola “Pace”, per molti popoli, abbia un significato di fratellanza vera. Credo che sia superfluo, se non per darne massima condivisione, ricordare la recente intervista di Corrado Sforza Fogliani in merito a quanto di più possa fare la nuova Giunta Comunale rispetto a quello che sta facendo.

Cosa sta succedendo? Perché l’Amministrazione Comunale non sigla il protocollo con il Segretariato, giacente presso l’Ufficio Cultura da circa un anno? Ci rivolgiamo soprattutto a tutte le istituzioni pubbliche e ai privati sempre pronti a parlare, sul fatto che un piacentino come il dott Marzio Dallagiovanna per i suoi contatti internazionali, da decenni, abbia portato, gratis, a Piacenza la sede del Secretariat Laureates Nobel della Pace e ne sia vicepresidente mondiale esecutivo. E’ di pochi giorni fa la notizia che le più alte istituzioni culturali di Parigi abbiano avanzato ponti d’oro per avere la sede mondiale dei Nobel della Pace. Con la nuova Giunta, già due anni fa, ci sono stati diversi incontri propositivi, ipotesi collaborative, ma tutto è caduto nel vuoto difronte anche al fatto che il Secretariat ha invitato e portato in Comune e all’Università Cattolica, uno dei premi Nobel più importanti e sicuramente di grande attualità come David Trimble.  Il sindaco di Bobbio aveva espresso gratitudine e attenzione. Diana Bracco ha accolto l’invito sempre del Secretariat a essere un membro autorevole, ufficializzato sui banchi del consiglio comunale! Tutti proclami.   Nel mondo fioriscono imprese come la Biblioteca della Pace a Tiro in Libano e tante altre che potrebbero essere coinvolte o gemellate sul tema Pace. Piacenza serve solo per interessi personali e dimostrazione di esistenza fisica? 

Che ne facciamo del Secretariat? Lo vogliamo tenere, sostenere, riconoscere, prima che voli a Parigi o a Berlino o a Vienna? Forse che una statua o un vessillo siano sufficienti e che una istituzione mondiale possa vivere di qualche spot artistico? Il Secretariat può restare a Piacenza solo se le autorità locali politiche e civili , senza obbligo, capiscano il valore mediatico e culturale attorno cui costruire un intero progetto duraturo come avevamo anticipato a suo tempo, iniziative che realmente possono fare squadra e alzare l’asticella e lo spessore della conoscenza di Piacenza. E come tutti sappiamo …da cosa nasce cosa… Ecco da queste domande prendiamo spunto per ricordare e sollecitare al nuovo assessore alla cultura e al turismo, Papamarenghi, affinchè Piacenza, grazie alle dotazioni che ha, possa puntare a creare manifestazioni di alto profilo concreti.

Piacenza non è una “emerita sconosciuta” al pubblico nazionale e straniero che oggi conta, ma deve fare scelte “smart” in cultura, turismo, senza restare nel solco degli errori. Plaudiamo alle ultime parole, molto chiare, di Papamarenghi sul turismo, sul Po: “C’è anche il Secretariat!” Cultura – Turismo non sono soltanto Gola / Gola, Guida Michelin o pacchetti per Malvasia di Candia Aromatica, e due esempi recenti hanno dimostrato questo assioma che già prima di Expo2015 avevamo avanzato. Per cui speriamo che le idee offerta su un piatto di platino da alcuni cittadini, non cadano nel vuoto ancora una volta e con la stessa Giunta. Sarà sufficiente il voto unanime del Consiglio Comunale, per dare a questa istituzione l’importanza che merita nel mondo?».

Federico Scarpa

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