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«Scelta vergognosa tagliare la guardia medica nei nostri comuni»

Sono già 2500 le firme contro l’accorpamento dei presidi di Ferriere e Ottone. L’Alta Valtrebbia si schiera: «Spostate momentaneamente il servizio da Bobbio a Ottone». Ferriere rischia di far compagnia a Farini: Alta Valnure senza un medico

Ferriere e Ottone, i due comuni più lontani da Piacenza, i più estremi, con le frazioni più disperse (dove però vivono ancora alcuni residenti), si trovano a combattere questa lotta insieme. Ad accumunarli un triste destino: l’Ausl ha deciso di tagliare il presidio di guardia medica.

Mancano i medici disponibili a coprire i vari turni. Per questo le due guardie mediche dal 1° gennaio vengono accorpate a quelle di Bettola e Bobbio.

Decisione temuta da mesi, perché l’emergenza pandemica ha scoperto le fragilità della sanità locale e nazionale: i medici non sono più numerosi come una volta, molti sono impegnati in altre attività (come la vaccinazione Covid) e pochissimi decidono di venire a lavorare nelle aree più svantaggiate.

Anche perché non sono incentivati a farlo: proprio su questo giornale avevamo raccontato della disparità di paga tra il medico che s’impegna nei centri vaccinali e quello disposto a coprire un turno di guardia medica.

È vero, i medici mancano, soprattutto a certe latitudini. Però la decisione appare iniqua a questi due territori, e le oltre 2500 firme già raccolte, in meno di 48 ore, lo dimostrano.

Iniqua perché Bobbio è già coperta dalla presenza del medico e l’ospedale di montagna (manca solo l’ok della Regione) non è cosa da poco.

La Valnure non ha ospedali, ma l’accessibilità ai servizi è sicuramente più agevole a Bettola rispetto a Ferriere e le sue frazioni. Tra Ferriere e Bettola ci sarebbe anche Farini, che da troppi mesi è rimasta senza medico al presidio del 118. Almeno un medico tra Ferriere e Farini, disponibile a spostarsi in caso di bisogno, andrebbe garantito.

QUI FERRIERE, LO SDEGNO: «SCELTA VERGOGNOSA»

Il sindaco Carlotta Oppizzi percepisce come una beffa un’altra scelta, stavolta dalla Regione, arrivata proprio a poche ore diCarlotta Oppizzi-5 distanza dall’annuncio del taglio della guardia medica. «In questi giorni bui per la sanità ferrierese la delibera adottata dalla Giunta Regionale dell’Emilia Romagna con riferimento al “medico di base per i senza fissa dimora” rappresenta senza dubbio una buona notizia. Innanzitutto per il concreto e sacrosanto traguardo che il provvedimento raggiunge. In secondo luogo per l’importante principio che la delibera afferma e che è ben riassunto dalle dichiarazioni della vice presidente Elly Schlein e dell’assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini: “Un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere negato a nessuno e che un’istituzione ha il dovere di garantire a tutti. Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo e per cui ogni giorno lavoriamo, insieme ai territori. Una sanità che garantisca assistenza e cure a tutti i suoi cittadini e cittadine, senza alcun tipo di distinzione. Una sanità, e un welfare, da cui nessuno rimanga escluso o ai margini”. I cittadini e le cittadine di Ferriere e Ottone sono “esclusi e ai margini”, privati di un servizio essenziale per la sola colpa di essere meno. Una scelta vergognosa, che penalizza i più lontani dai servizi e lo fa con la presunzione del più forte. Siamo certi che i principi espressi dalla Giunta Regionale troveranno applicazione anche nei nostri territori e consentiranno all’azienda di aggiustare il tiro rispetto ad un provvedimento profondamente iniquo e sbagliato».

Rincara la dose anche l’assessore Cristian Bergonzi. «Ci faremo sentire in tutte le sedi possibili, perché ai nostri diritti ci teniamo esattamente come gli altri. Non ci si può prendere gioco di una comunità fiera che pretende poco, ma quel poco lo pretende con forza. È impensabile, dopo le varie rassicurazioni date, togliere ai comuni più lontani da Piacenza la guardia medica con meno di una settimana di preavviso».

QUI OTTONE: TUTTI I COMUNI (ANCHE BOBBIO) APPOGGIANO LA RICHIESTA

Nel frattempo Ottone ha incassato l’appoggio dell’Unione Alta Valtrebbia, che ha votato un ordine del giorno nel quale si chiede diFederico Beccia-4 accorpare Bobbio a Ottone e non viceversa. Ovvero la sede della guardia medica dovrebbe rimanere a Ottone, per coprire meglio la vasta area di Ottone, Cerignale, Zerba e Corte Brugnatella. Bobbio può già contare sul punto di primo intervento con la presenza di un’automedica del 118 pronta ad intervenire.

«Invierò questa mattina al direttore generale dell’Ausl Luca Baldino questa richiesta», ha annunciato il sindaco Federico Beccia, soddisfatto dell’appoggio ricevuto da tutta l’Alta Valtrebbia. Ringrazio il presidente dell’Unione e sindaco di Bobbio Roberto Pasquali per l’importante sacrificio e i colleghi sindaci per la solidarietà espressa. Mi auguro che il direttore generale Baldino abbia la sensibilità di dare immediata operatività a quanto richiesto e permetta ai colleghi medici di effettuare come da turnazione la guardia medica nella sede di Ottone come richiesto. Ma chiediamo anche che venga ripristinata a breve la sede di Bobbio».

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