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Statale 45 / Bobbio

Viadotto di San Salvatore: «Segni di ammaloramento, quali sono le sue condizioni?»

Statale 45, l’intervento: «Compare una crepa e suscita la perplessità degli abitanti della Valtrebbia»

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di una cittadina della Valtrebbia, Laura Badiini, in merito alle condizioni di un viadotto lungo la Statale 45, quello di San Salvatore, che ha richiamato l’attenzione sua e di altri abitanti e frequentatori della vallata.

«La Statale 45, arteria vitale che attraversa la meravigliosa Valtrebbia, è da mesi al centro di un acceso dibattito. Al cuore della controversia vi è il progetto di ammodernamento del tratto tra Rivergaro e Cernusca, un'opera ambiziosa che prevede un investimento di 200 milioni di euro per la realizzazione di 7 rotonde, numerosi viadotti e lo sbancamento di una collina. Non è solo l'entità dell'investimento a sollevare perplessità, ma soprattutto le implicazioni ambientali e sociali di un intervento molto invasivo in una zona nota per il suo inestimabile valore naturale e culturale. Esiste un altro progetto meno devastante e meno costoso proposto dall’Associazione Residenti Utenti che si rifà al precedente progetto Anas del 2017.

Il comune di Rivergaro si è distinto per il suo fermo rifiuto al progetto attuale, ricevendo l’accusa di voler ostacolare lo sviluppo economico della vallata e di "voler far morire l’Alta Val Trebbia". Queste affermazioni, tuttavia, sembrano ignorare le legittime preoccupazioni dei cittadini locali, che temono per l'integrità del paesaggio e per l'impatto sul tessuto sociale ed economico della valle. Ma c'è un'altra questione che merita attenzione. Si tratta della situazione del viadotto situato sul rio Curiasca, tra la galleria e il paese di San Salvatore, un punto importante che collega la bassa e l’alta valle. Da alcuni anni, questo tratto è regolato da un senso unico alternato, nonostante l'assenza evidente di lavori in corso. La spiegazione ufficiale di questa misura rimane avvolta nel mistero, alimentando speculazioni sulla sicurezza strutturale del viadotto stesso. Visto che sempre più persone mi riportavano questa problematica, ho deciso di andare di persona a vedere lo stato del viadotto. Una crepa significativa ha attirato la mia attenzione. Non ho idea di quale possa essere l'entità del danno, ma capisco come la presenza di tale segno di usura possa sollevare perplessità legittime sulla sicurezza del viadotto.

Mi piacerebbe che autorità competenti, inclusi i sindaci dei comuni interessati e Anas, fornissero risposte concrete. Quali sono le condizioni attuali del viadotto? La crepa osservata compromette la sicurezza dei viaggiatori? E, più in generale, come si inserisce il progetto di ammodernamento della Statale 45 nelle priorità infrastrutturali della Valtrebbia? Queste interrogazioni non nascono da un desiderio di ostacolare lo sviluppo, ma piuttosto dalla necessità di garantire che ogni progetto intrapreso sia nel migliore interesse della Val Trebbia e dei suoi abitanti. La sicurezza, la sostenibilità e il benessere delle comunità locali devono essere al primo posto nelle considerazioni di ogni piano di sviluppo.

La Valtrebbia, con la sua ricca storia, il suo patrimonio culturale e la sua incomparabile bellezza naturale, merita un futuro che onori queste eredità. Da mesi si cerca un dialogo aperto e costruttivo tra cittadini, esperti e autorità, per assicurare che le decisioni prese oggi contribuiscano a un domani prospero e sicuro per tutti. Credo che affrontare le preoccupazioni attuali con trasparenza e basarsi su fatti concreti e verificati non solo rafforzerà la fiducia nella gestione delle infrastrutture locali, ma guiderà anche la Valtrebbia verso un futuro in cui lo sviluppo e la conservazione possano coesistere armoniosamente».

Laura Badiini

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