"Semplicemente buono", come conciliare la buona cucina locale con la salute

Presentazione di "Semplicemente buono: è di Piacenza" (Edizioni Tep), il libro redatto dal giornalista di Libertà Giorgio Lambri scritto insieme a Fabio Fornari, già primario di gastroenterologia a Piacenza

Si chiama "Semplicemente buono: è di Piacenza" (Edizioni Tep), il libro redatto dal giornalista di Libertà Giorgio Lambri, impegnato nel quotidiano lavoro di cronaca nel giornale di appartenenza, ma competente gourmet e ricercatore non occasionale ed attento alle prelibatezze locali (e non). Un testo scritto con Fabio Fornari, già primario di gastroenterologia a Piacenza, ed attivamente impegnato nella prevenzione attraverso l’educazione ad un’alimentazione completa ed equilibrata, peculiarità che anche i tesori enogastronomici piacentini sono in grado di assicurare, «sempre che, come ha evidenziato il medico nella presentazione del volume che si è svolta nella cornice della fiera Piace.Eat, vengano assunti con moderazione e con accostamenti adeguati».

E per dimostrare la veridicità di queste asserzioni, nel libro si trova il fondamentale contributo dei cuochi Ettore e Stefano Ferri e la prefazione del patron di Eataly Oscar Farinetti. Nel testo, in un ghiotto susseguirsi di immagini realizzate con maestria da Serena Groppelli, si trovano non solo i grandi classici della tradizione gastronomica piacentine, come tortelli, anolini, pisarèi e fasò o i salumi Dop, il Grana padano, ma anche le particolarità di una filiera enogastronomica territoriale di primissima selezione come, per esempio, il cacio del Po di Monticelli dei fratelli Palormi, la pancetta affumicata di Capitelli a Borgonovo, la mariola di Groppallo dei Salini e la giardiniera di Soarza di Pisaroni.  «La dieta piacentina, oltre ad essere appetibile e semplice, ha quindi, secondo l’autorevole parere di Fornari, elementi di salubrità, ma lo scopo del libro - ha rimarcato Lambri è anche il desiderio di creare un brand riconoscibile per l’intero territorio. I tesori enogastronomici non mancano, ma devono essere supportati da un marketing promozionale che si sviluppi grazie a investimenti mirati e soprattutto sinergici, con tutta la filiera coinvolta».

Nella kermesse di Piace.Eat tra i protagonisti, associazioni professionale, di prodotto, Confcooperative e Coldiretti Piacenza che ha promosso, come su tutto il territorio nazionale, una petizione europea Eat origina! Unmask your foo per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e della provenienza di quello che si mangia. A rischio fake nel carrello della spesa, c’è infatti un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta fino al latte in polvere per i bambini. L’iniziativa per l’occasione è stata sottoscritta anche dai parlamentari piacentini Elena Murelli e Pietro Pisani ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Guidesi presenti all’inaugurazione. Poi tutti al Consorzio salumi piacentini (al servizio gli allievi dell’Alberghiero di Piacenza con Antonio D’Antonio, presente il direttore Roberto Belli e la segretaria del Consorzio Lorella Ferrari) per una degustazione dei nostri tre Dop, ovvero coppa, pancetta e salame, tra i tanti straordinari prodotti che il nostro territorio esprime, unici in Europa a poter vantare ben tre Dop di salumi.

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