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«Senza mascherine e con colleghi febbricitanti non controllati, situazione sfuggita di mano»

Il sindacato Diccap-Sulpl scrive a Bonaccini e Venturi. Palumbo: «Non ci sono accertamenti sul personale in servizio, anche tra quelli febbricitanti, vogliamo i controlli tra coloro che lavorano»

Il sindacato di polizia Diccap-Sulpl scrive al presidente della Regione Stefano Bonaccini, al commissario regionale Sergio Venturi e a tutti i gruppi consiliari dell’Assemblea regionale. «La situazione – informa loro la segretaria regionale aggiunta Miriam Palumbo - è sfuggita di mano. In Polizia Locale abbiamo un numero sempre crescente di colleghi contagiati, alcuni anche in gravi condizioni. Ci troviamo nella situazione di dover lavorare, nella maggior parte dei casi, senza avere a disposizione mascherine di tipo FFP2/FFP3, quindi altamente esposti al rischio contagio. Eccezion fatta per il Comune di Ferrara, noi operatori di Polizia Locale non siamo mai stati sottoposti ad accertamenti per riscontrare la positività o meno al Covid-19».

«Altra problematica – prosegue Palumbo - è il trattamento riservato ai “contatti stretti” appartenenti alla Polizia Locale: a Piacenza ad esempio accade che l’Ausl considera i contatti stretti degli appartenenti alla Polizia Locale come servizio pubblico essenziale (art.7 c.1 del DL n.14 del 9 marzo 2020) al pari dei sanitari e quindi in deroga rispetto a quanto previsto dall'art. 1 c.2 lettera h del DL n.6 del 23.02.2020 (applicazione della misura della quarantena). Ne consegue che i colleghi segnalati come contatti stretti all’Ausl, perché hanno lavorato fianco a fianco in pattuglia con colleghi che si sono rivelati positivi al Covid, sono autorizzati a continuare a lavorare, con alta possibilità di aver contratto il virus sul luogo di lavoro e di trasmetterlo agli altri colleghi e anche ai Cittadini. Nel caso di Piacenza, notoriamente la città più colpita della Regione, l’attenzione del Comandante della Polizia Locale e del Sindaco di Piacenza (anche durante la malattia) è stata ed è ai massimi livelli. Ma da soli non si vince la guerra. Occorre il supporto di tutti per vincere questa battaglia».

«Poi ci si chiede – si legge nella missiva inviata a Bonaccini e Venturi - perché specie a Piacenza la situazione è drammatica? Perché non si fa prevenzione, per niente. Siamo abbandonati a noi stessi, comprese le nostre famiglie e paradossalmente proprio noi che siamo su strada a controllare che i Cittadini rispettino le regole, possiamo veicolare loro il virus. Questa è la realtà dei fatti. Capite che è una situazione più che drammatica. Mi auguro che non confidiate anche voi nell’immunità di gregge e che nei nostri comandi non accada quanto già accaduto in tante case di cura per anziani e negli ospedali. La Polizia Locale necessita di dispositivi di protezione (in particolare mascherine), di essere sottoposta a tappeto ad accertamenti e occorre rivedere il protocollo sanitario con riferimento alla quarantena e adeguarlo a quanto previsto per i colleghi delle altre forze dell’ordine, i cui medici competenti, giustamente, pur essendo servizio pubblico essenziale al pari nostro, adottano la misura preventiva della quarantena poiché la salute è un diritto di tutti e deve essere preservato in ogni modo. Noi riscontriamo invece casi di colleghi febbricitanti che rientrano a lavoro senza un minimo controllo con riferimento al Covid. E colleghi che hanno parenti affetti da Covid e per i quali il medico non predispone la quarantena, e tante altre anomalie». Palumbo chiede una tempestiva risposta.

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