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«I servizi per l’infanzia non possono essere solo risposta ai bisogni di cura dei bambini e di conciliazione per le famiglie»

Entra nel vivo in Emilia-Romagna il dibattito sul sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni promosso dal Ministero dell’Istruzione. «La grande sfida - sottolinea la vicepresidente Schlein - è cambiare i paradigmi culturali»

(repertorio)

Entra nel vivo la discussione sulle Linee guida pedagogiche elaborate dalla Commissione nazionale Infanzia e presentatelo scorso 31 marzo per la completa realizzazione del Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni avviato nel 2017 dopo l’approvazione dello specifico decreto legislativo (65/2017). A comunicarlo una nota stampa della Regione. Il documento, ancora in forma di bozza, viene infatti discusso nell’ambito di un’ampia azione di informazione e consultazione pubblica prima di arrivare alla stesura finale e successiva adozione formale. Per questo motivo, con l’avvio della campagna nazionale di diffusione e consultazione pubblica - estesa a tutti i protagonisti del mondo dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia - e dopo alcune iniziative organizzate a livello nazionale, la riflessione si sposta ora a livello regionale. Due gli appuntamenti, online, organizzati dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con la Regione e Anci Emilia-Romagna, con l’obiettivo di individuare temi su cui aprire un dibattito aperto e costruttivo, coinvolgendo direttamente chi opera sul campo tra dirigenti scolastici, coordinatori pedagogici, educatori, insegnanti ed esperti della materia. A introdurre il primo incontro - il secondo è in programma mercoledì 16 giugno - il vicedirettore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna, Bruno Di Palma, la referente per le Politiche educative e istruzione di Anci regionale, Ilenia Malavasi, e per la Regione la vicepresidente con delega al Welfare Elly Schlein. «Il lavoro svolto dalla Commissione nazionale nel predisporre le Linee guida pedagogiche - afferma la vicepresidente Schlein - è importante e si inserisce in una fase strategica e impegnativa per tutte le istituzioni e gli enti coinvolti, il personale educativo e insegnante, le famiglie, le bambine e i bambini, perché a seguito della pandemia occorre confrontarsi con una situazione inedita ed in costante evoluzione. Si apre una stagione nuova di collaborazione istituzionale, a partire dal prezioso lavoro con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli Enti locali. In questo ambito - aggiunge Schlein - il ruolo della governance sarà determinante per garantire l’opportuna integrazione tra le due componenti del sistema, tradizionalmente rimaste distinte, e realizzare percorsi educativi coerenti e integrati tra i servizi educativi e le scuole dell’infanzia. La grande sfida - sottolinea la vicepresidente - è cambiare i paradigmi culturali che hanno accompagnato i servizi educativi in questi anni, quelli per l’infanzia non possono essere solo una risposta ai bisogni di cura dei bambini e di conciliazione per le famiglie: sono prima di tutto luoghi di educazione e di apprendimento». «Con questa iniziativa si apre un’importante fase di consultazione, che rappresenta anche l’occasione per presentare e condividere le esperienze di eccellenza del sistema integrato dei servizi da 0 a 6 anni dell’Emilia-Romagna- commenta il vicedirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Bruno Di Palma - Questi momenti consentono di dare voce ai protagonisti e consolidare l’alleanza già realizzata sul piano normativo dal decreto legislativo 65/2017. Si persegue l’obiettivo di promuovere una conoscenza reciproca del vasto mondo delle scuole dell’infanzia statali e paritarie dell’Emilia-Romagna e del sistema 0-3, per partire dall’esistente e consolidare un modello unitario dal punto di vista pedagogico».

Obiettivi e contenuti degli incontri - «Molteplici gli obiettivi delle due giornate seminariali: da una parte dare massima diffusione al documento elaborato alla Commissione per garantirne la lettura e la piena conoscenza da parte degli operatori dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, stimolare il dibattito, favorire la riflessione pedagogica, affinché i principi enunciati dal decreto istitutivo del sistema educativo integrato si trasferiscano nella prassi quotidiana; dall’altra raccogliere osservazioni e suggerimenti per l’eventuale revisione da parte della Commissione del documento base, in un’ottica di condivisione e conoscenza delle esperienze realizzate sul territorio, che potrebbero essere diffuse e replicate per garantire al sistema 0-6 un’offerta di qualità sempre maggiore. Al centro del dibattito l’analisi e il commento dei sei capitoli di cui si compone la bozza del documento, e le sue implicazioni sul piano dei modelli organizzativi. Particolare attenzione è stata riservata alla condivisione di “buone pratiche”, anche con prime riflessioni sugli aspetti innovativi dello zero-sei, come gli indicatori di qualità, i poli per l’infanzia, i coordinamenti pedagogici territoriali, le sezioni Primavera, la professionalità e la formazione continua degli operatori».

Il Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni - «Con il decreto attuativo 65/2017 della legge 107/2015 è stato istituito a livello nazionale il Sistema integrato di educazione e di istruzione rivolto ai bambini da zero a sei anni di età. Obiettivo del provvedimento, come si legge nel decreto, è «garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali». Lo Stato contribuisce alla realizzazione del sistema con un Fondo specifico. Le risorse assegnate all’Emilia-Romagna dal Ministero dell’Istruzione mediante un Piano di azione pluriennale, finanziato già a partire dal Bilancio 2017, sono erogate direttamente ai Comuni e loro Unioni ma è la Regione a stabilirne la loro programmazione. Per l’anno finanziario 2020 all’Emilia-Romagna sono stati assegnati 21milioni e 403mila euro».

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