Sfila sul ponte realizzato dai Pontieri di Piacenza il 66° Raduno nazionale dei Bersaglieri a San Donà di Piave

Per la prima volta nella storia del reggimento il Ponte Galleggiante Motorizzato si è trasformato nel grande palcoscenico di un evento musicale militare

Un momento della sfilata

Lo sforzo tecnico-logistico operativo dell’esercito, in particolare del 2° Reggimento Genio Pontieri, per cooperare alla riuscita del 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri a San Donà del Piave, ha raggiunto la sua massima visibilità nella serata di sabato 12 maggio e nella mattinata di domenica 13. Per la prima volta nella storia del reggimento il Ponte Galleggiante Motorizzato (PGM) si è trasformato nel grande palcoscenico di un evento musicale militare.
Al calare dell’oscurità le fanfare dei bersaglieri e le bande militari di alcuni Paesi che 100 anni fa si sono scontrati in armi su questo fiume, in particolare le bande degli Stati Uniti, dell’Ungheria, della Slovenia, della Francia e dell'Inghilterra, schierandosi insieme sul ponte hanno dato vita ad un gran concerto con musiche ispirate agli eventi della Grande Guerra e al desiderio di pace e di fraternità dei popoli. Le migliaia di spettatori che hanno assistito dalle due rive del Piave e dal Ponte della Vittoria hanno sottolineato con i loro applausi i momenti salienti del concerto.
Dopo quattro giorni di gittamenti e ripiegamenti del ponte durante l’arco diurno, per i Pontieri di Piacenza, lo smontaggio notturno del ponte a fine concerto, è stata un’attività addestrativa preziosissima.
L’alba della domenica ha visto i militari del 2° Pontieri già all’opera nel realizzare il ponte che ha permesso la sfilata sul Piave dei partecipanti al raduno e delle autorità civili e militari che hanno presenziato all’evento. In particolare, in un susseguirsi di musiche e marce militari intonate dalle tantissime fanfare dei bersaglieri e dalle bande militari dei Paesi esteri presenti, sono sfilate la Bandiera di Guerra dell’11 Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore, il Gonfalone della città di San Donà e delle città limitrofe e i labari delle associazioni di bersaglieri provenienti da tutta Italia.    
Il passaggio sul ponte di migliaia di civili ha permesso di testare il suo potenziale impiego in caso di calamità, durante la prima fase dell’emergenza, in cui è necessario far evacuare attraverso corsi d’acqua inguadabili la popolazione di interi paesi. Esempio questo, di impiego duale dei reparti dell’esercito che dispongono di personale tecnico altamente specializzato che con l’esperienza maturata nelle varie missioni all’estero consente loro di intervenire prontamente in ogni momento anche in operazioni di pubblica utilità per la popolazione su tutto il territorio nazionale.

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