«Sì all’intervento dello Stato per proteggere le imprese»

Il ministro dei trasporti Paola De Micheli ringrazia i sanitari poi elenca gli aiuti dati ai cittadini. «Nella Fase 2 occorre andare oltre la cassa integrazione, prima i cittadini devono tornare a lavorare»

Il ministro Paola De Micheli

Grazie a tutti coloro che si sono battuti contro il coronavirus; tanto risorse dello Stato per i più deboli; misure specifiche per la ripartenza economica; sì al ruolo dello Stato come protettore delle aziende e delle filiere strategiche. Ha toccato i temi di attualità, il ministro della Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, in città per la Festa della Repubblica del 2 giugno. «Il grazie va a chi ha combattuto in prima linea in tempo di pandemia, sacrificando gli affetti familiari. Gratitudine a tutti i sanitari, alle Forze dell’ordine e alle Forze armate per ciò che hanno fatto» esordisce il ministro parlando con la stampa.

«Ora - afferma De Micheli - scatta la Fase 2 dove ci sono ancora paura e preoccupazione e dove bisogna tenere alta la soglia di difesa personale e collettiva». Sulle conseguenze economiche «il Governo mette a terra molte risorse per imprese e lavoratori. Noi abbiamo la sfida della velocità di assegnazione di queste risorse e la sfida per andare a trovare i luoghi della disperazione, della solitudine. Nella prima fase, abbiamo dato un risposta generale. Ora l’economia riparte, ma lentamente e servono misure specifiche. Sono soddisfatta per il risultato europeo, per i fondi a disposizione, un segno tangibile della solidarietà dell’Europa. Dobbiamo essere capaci di saperle utilizzare per il sostegno a chi più ne ha bisogno». Il Sole 24 ore ha lanciato oggi l’allarme sulla tenuta della cassa integrazione in autunno. Un dato negativo a cui si aggiunge il crollo della produzione industriale in Italia (-33%) e a Piacenza (-46%).

Il ministro prende lo smartphone e detta i numeri relativi fino al primo giugno: «Finora sono state liquidate con la cassa integrazione 6,8 milioni di persone; giacenti ce ne sono 660mila; il bonus di 600 euro è arrivato a 4 milioni fra il 15 e il 20 aprile ed è stato rinnovato a tutti fra il 21 aprile e il 15 maggio. Ci sono inoltre 155mila bonus baby sitter; 275mila congedi straordinari ed è stato avviato il reddito emergenza per 150mila cittadini. Siamo di fronte a montagna da scalare. Il Governo valuta richieste di cassa integrazione per vedere i numeri reali, su cui oggi possiamo mettere le risorse della Ue. Avevamo chiesto a Bruxelles una misura di cassa integrazione uguale per tutti ed è stata accolta (Sure). Poi c’è il Recovery fund. Ma ci dobbiamo concentrare, più che sulla Cig, sulle imprese perché chiedano ai lavoratori di tornare a lavorare. Perché il lavoro è il cuore della risposta alla crisi. La cassa integrazione deve arrivare solo dopo».

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Un altro tema di politica economica lo ha imposto il Corriere della Sera, con una intervista a Romano Prodi dove dice sì all’intervento dello Stato per la protezione delle aziende entrando nell’azionariato delle imprese. «Io sono di cultura liberale - risponde il ministro - e penso non esista un impianto ideologico del ruolo dello Stato in economia che vada bene per sempre. E’ il tempo in cui la protezione delle nostre imprese e delle loro competenze è fondamentale. Abbiamo modificato le norme sulla Golden power, contro le scalate ostili, aggiungendo anche la filiera agroalimentare perché la riteniamo strategica. Ma per alcune situazioni specifiche - vedi Alitalia - è giusto che lo Stato intervenga. Sono stati riportati in Italia 90mila cittadini, grazie al lavoro incredibile del ministro Di Maio. Abbiamo mangiato e avevamo le merci perché i trasporti e i porti hanno lavorato. Non deve essere una occupazione "manu militari" dell’economia, ma lo Stato deve valutare i problemi del momento».

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