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Sabato, 24 Febbraio 2024
Ritiro esami a pagamento

«Un euro e 50 cent per stampare gli esami? Per un pensionato a 600 euro sono tanti»

I sindacati dei pensionati: «Spesso se si ha il Fse gli esami non vengono comunque stampati gratuitamente. Si tratta di una policy aziendale o si tratta di “casi isolati”?»

«Un euro e cinquanta centesimi sono tanti o sono pochi? Dipende. Possono essere molti per un pensionato a 600 euro al mese. Possono essere un problema. Occorre tornare come rappresentanza dei pensionati sulla convenzione, mai emersa durante gli incontri con l’Asl, tra azienda sanitaria e Federfarma per la stampa in farmacie convenzionate degli esiti degli esami di laboratori dietro al pagamento di 1,50 euro». Lo scrivono le segreterie di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, in merito al nuovo servizio di stampa degli esami del sangue (e di altro genere) presso le farmacie. 

«Abbiamo letto attentamente - dicono - la risposta che Federfarma e Asl hanno dato e si dice in quelle righe che si possa andare ai centri prelievi per ritirare gli esami. La realtà però è ben diversa: quando un utente si reca in uno dei punti adibiti al ritiro dei referti, se ha il Fascicolo sanitario elettronico, il referto non gli viene stampato. E’ una prassi di fatto che riscontriamo soprattutto all’ospedale Guglielmo da Saliceto. Si tratta di una policy aziendale o si tratta di “casi isolati”?».

«In più, occorre dire che il sistema di FSE (fascicolo sanitario elettronico) non è un sistema ideale in primis per chi ha una certa età, infatti ogni giorno vengono persone a “sbloccarlo” nelle nostre sedi, vuoi per malfunzionamenti o per password scadute che vanno rinnovate periodicamente».


 

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