Smantellamento centrali nucleari, Battaglia: «Lo Stato dia i contributi ai Comuni»

Anche il Comune di Caorso proseguirà compatto, insieme agli altri sede di servitù nucleari, nella battaglia giudiziaria per ottenere i contributi compensativi per lo smantellamento. Battaglia (sindaco): «Vogliamo arrivare fino in fondo». Anche il deputato Foti chiede al Governo di dare seguito alla sentenza

Centrale nucleare di Caorso

Anche il Comune di Caorso proseguirà compatto, insieme agli altri sede di servitù nucleari, nella battaglia giudiziaria per ottenere tutti i 97 milioni di euro di contributi compensativi per lo smantellamento delle centrali, che il governo dal 2005 al 2011 non ha pagato per intero ma in forma ridotta. Gli Enti locali si sono riuniti dopo la decisione della Corte di Appello di Roma che ha condannato lo Stato a pagare 97 milioni non saldati tra il 2005 e il 2011. “Comunque pronti a ragionare con il governo su soluzioni alternative che coinvolgano anche i Comuni che non hanno fatto alcuna azione legale” – dicono.

Le amministrazioni sono disponibili a ragionare con il governo nella ricerca di soluzioni alternative, come provato in passato con i governi che si sono succeduti, coinvolgendo anche i Comuni che non hanno intentato alcuna azione legale, ma che hanno diritto al recupero delle somme. È la posizione emersa dall’incontro in streaming dei rappresentanti degli enti locali sede di servitù nucleari, riuniti dopo la Roberta Battaglia-3decisione della Corte di Appello di Roma che lo scorso 4 giugno ha condannato lo Stato al pagamento delle somme non versate in base al cosiddetto ‘Decreto Scanzano’.

All’incontro, coordinato dall’Anci e dallo studio legale Santiapichi di Roma che ha assistito le amministrazioni nella battaglia legale partita nel 2011, ha partecipato anche Roberta Battaglia, sindaco di Caorso e coordinatrice della Consulta Anci dei Comuni sede di servitù nucleari. “Ringraziamo innanzitutto lo studio legale che ci ha assistito nella nostra lotta lunga nove anni, per recuperare somme che ci spettano”, sottolinea Roberta Battaglia, ricordando che si tratta di “risorse necessarie per compensare i territori dei danni subiti per la presenza delle centrali nucleari”. “L’Anci con la sua azione di raccordo ha ancora una volta confermato il suo ruolo di rappresentanza dei territori con una linea duttile ma ferma nei confronti dell’amministrazione centrale. In questi anni abbiamo più volte avanzato proposte di mediazione ai governi di tutti i colori politici senza ottenere riscontro alcuno alle nostre richieste”. Per questo “una volta presa la decisione dell’azione legale, dopo il primo risultato in primo grado confermato ora in Appello, non abbiamo alcuna intenzione di recedere e vogliamo arrivare sino in fondo per ottenere il pagamento delle somme non corrisposte”, ha concluso la coordinatrice della Consulta Anci dei Comuni sede di servitù nucleari.

Nucleare e somme spettanti ai Comuni; Foti (FdI): “Il Governo dia immediato seguito alla sentenza” 

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“Assumere urgenti iniziative per dare seguito a quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Roma” lo chiede Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, con una interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio Conte ed al Ministro dell’Economia Gualtieri. Tommaso Foti-21-2“Per quanto attiene le risorse dovute ai Comuni interessati dalla presenza di centrali nucleari o alle stesse limitrofi, dopo una battaglia legale durata quasi dieci anni – rimarca Foti – il giudice civile è addivenuto ad un pronunciamento che riguarda da vicino il nostro territorio. Lo Stato dovrà infatti restituire all’incirca ben 26 milioni di euro a Caorso, mentre a Piacenza spetteranno 2,5 milioni”. Il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni rivendica il risultato: “Risarcire i territori interessati – spiega Foti – non è solo un atto dovuto per motivi di equità, ma specificatamente previsto da un emendamento presentato nel 2003 che, con l’allora collega Massimo Polledri, riuscimmo a fare approvare”. “Con riferimento alla sentenza della Corte d’Appello di Roma – sostiene Foti - debbo ringraziare Fabio Callori che, nel 2011 nella sua veste di Sindaco di Caorso e di Presidente della Consulta Anci, si è fatto coraggiosamente promotore della iniziativa legale”. Per il deputato di piacentino quindi “non vi è un minuto da perdere, lo Stato nelle sue competenti articolazioni – conclude Foti – provveda a mettere in campo le risorse necessarie a risarcire i Comuni oggetto della sentenza, con particolare riferimento a Caorso e Piacenza”.

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