Martedì, 23 Luglio 2024
Il diario

Sono diminuite le file per vedere il mausoleo di Lenin

Devoti a Mosca: «Enormi disparità di stipendio e di prezzi tra la capitale e le regioni caucasiche»

Il piacentino Carlo Devoti, maestro di sport, già gestore di Casa Montagna a Ferriere, alla guida del Festival Internazionale dei Giovani (in questi ultimi dieci anni ospitato a Berceto, Parma), sta intraprendendo come ogni anno il suo lungo viaggio nell’Est Europa per andare a incontrare i gruppi di artisti che partecipano alle estati di Berceto. Ora è arrivato a Mosca, per partecipare al più importante festival giovanile russo. 

IL DIARIO DI VIAGGIO DI CARLO DEVOTI

Ora sono a Mosca, ospite dell’Hotel Alfa che nel 1980 alloggiò i partecipanti alle Olimpiadi, e sta nevicando. Ieri ho visitato la Piazza Rossa e per la prima volta sono andato a vedere il Mausoleo di Lenin, ancora visitato, anche senza quelle file chilometriche che ero abituato a vedere nei primi anni del 2000. Sono poi entrato nella Cattedrale di San Basilio. La Cattedrale di San Basilio (conosciuta anche come la cattedrale dell’intercessione della Madre di Gesù sul Fossato) è una chiesa ortodossa situata nella Piazza Rossa ed è il simbolo o l’icona della città. Si tratta di una visita obbligata sia fuori che dentro, dato che il suo stile architettonico è unico. Nel 1990 è stata dichiarata, insieme al Cremlino, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Da notare che la Cattedrale di San Basilio non è la principale cattedrale di Mosca, né è la sede del Patriarca Ortodosso di Mosca. Questi onori spettano alla Cattedrale di Cristo Salvatore. La costruzione della Cattedrale di San Basilio di Mosca è stata ordinata dallo zar Ivan il Terribile ed è stata portata a termine tra il 1555 e il 1561 per celebrare la conquista del Khanato di Kazan.

Secondo la leggenda, lo zar accecò Postnik Yakovlev, l’architetto di questa cattedrale, per far sì che non potesse realizzare una chiesa che superasse questa. Tuttavia sappiamo che questo non è mai successo perché Yakovlev partecipò nella costruzione del Cremlino di Kazan qualche anno dopo.

Durante tutta la sua storia  la cattedrale è stata sul punto di scomparire in più di un’occasione, sopravvivendo a incendi, all’invasione napoleonica e persino a un piano di demolizione da parte dei collaboratori di Stalin, il quale riteneva che la cattedrale intralciasse le parate dell’esercito nella Piazza Rossa.

Appena dopo visito i magazzini Gum. L’edificio è stato costruito tra il 1890 e il 1893 sotto la supervisione dell’architetto Alexandr Pomerantsev e dell’ingegnere Vladimir Shukhov. Il progetto si è basato sui vicoli o strade commerciali coperte che erano state inventate all’inizio del XIX secolo a Parigi dopo le guerre napoleoniche e che erano ispirati ai bazar commerciali dei paesi arabi. Il Gum è stato inaugurato il 2 dicembre 1893, diventando all’epoca il passaggio commerciale più grande d’Europa e il simbolo della nuova Mosca.

Il passaggio commerciale che più si avvicina al Gum è la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, del 1877. Nonostante il Gum non sia così grande come la galleria di Milano, dispone di gallerie commerciali su tre piani unite da ponti. Con la rivoluzione del 1917, il Gum è stato nazionalizzato, è stato abolito il commercio e vi furono installati uffici di diverse istituzioni del Governo Sovietico. Nella decade degli anni 30, nel primo passaggio del Gum si trovava l’ufficio di Lavrentiy Beria, capo dei servizi segreti durante l’epoca di Stalin. Venne aperto anche un negozio in cui si vendevano i beni requisiti ai “nemici del popolo”. Stalin ha cercato di demolire l’edificio in più di un’occasione. Nel 1947 propose di demolirlo per erigere un monumento alla vittoria della Seconda Guerra Mondiale, con una rotonda gigante con tribune nelle vicinanze.

Dopo la morte di Stalin, il Gum venne ristrutturato e aperto al pubblico il 24 dicembre 1953. Lavrentiy Beria venne assassinato proprio il giorno precedente. Anche in seguito vi furono dei tentativi di demolirlo, come nel 1972, quando il secondo segretario del partito comunista, Mikhail Suslov, sostenne che un mercato non sarebbe dovuto essere accanto al Museo di Lenin.

Visitando i vari negozi in cui fanno bella mostra i le migliori firme della moda italiana, noto che sono presenti anche marchi alimentari italiani fra cui il prosciutto crudo, il vino, il tartufo etc. I prezzi sono molto alti, se confrontati con quelli che ho visto acquistando prodotti nelle regioni caucasiche. Gli amici di quelle regioni mi dicevano che il loro stipendio variava da 150 ai 200 euro, mentre a Mosca superava i mille euro.

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