«Spesso ci si trova a non potersi difendere alla pari per paura di dovere pagare di tasca nostra»

Lettera di una guardia giurata dopo l'aggressione subita dal poliziotto delle volanti: «Il nostro lavoro è considerato privato perché siamo dipendenti di aziende private, ma essendo incaricati di pubblico servizio, ormai, operiamo tutti i giorni in servizi che sono molto similari all'ordine pubblico»

Riceviamo e pubblichiamo interamente la lettera di una guardia giurata arrivata alla redazione dopo l'aggressione subita da un poliziotto delle volanti da parte di un cittadino del Mali che gli ha spaccato il naso a calci nel sottopassaggio della stazione in piazzale Marconi. 

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Sono una Guardia Particolare Giurata da trentaquattro anni. Ho letto l'articolo scritto da un agente della polizia di Stato, riguardante l'aggressione ad un suo collega durante un controllo.  Questa aggressività da parte di alcuni elementi della società non è nuova, ma si è creata e diffusa in più decenni. La ragione è prevalentemente giuridica, perché sono state introdotte delle normative che attenuano le pene.  Sono state inserite delle regole di depenalizzazione che hanno portato ad un aumento di violenza da parte dei delinquenti, che sapendo di non subire delle pene esemplari, hanno preso sempre più coraggio e arroganza.
Ho svolto servizio di pattuglia notturna per anni, e svolto servizio di sicurezza in vari ambienti, vivendo di persona situazioni di aggressione da parte di tossicodipendenti, ubriachi, varie ondate di delinquenza estera, che ci siamo ritrovati negli anni, con i vari flussi migratori abusivi e non. Spesso ci si trova a non potersi difendere alla pari, per paura di dovere pagare di tasca nostra (in caso di denunce gli avvocati li dobbiamo pagare noi). Il nostro lavoro è considerato privato perché siamo dipendenti di aziende private, ma essendo Incaricati di Pubblico Servizio, ormai, operiamo tutti i giorni in servizi che sono molto similari all'ordine pubblico. Siamo presenti nelle stazioni, nelle metropolitane, nei centri commerciali, sopra i treni, negli ospedali, nei pronto soccorso, nelle fiere, nei porti, negli aeroporti, nelle celebrazioni di paese e tanto altro. Questi posti sono frequentati da migliaia di persone e noi, nonostante siamo incaricati di tutelare il patrimonio, spesso, ci troviamo ad intervenire a protezione delle persone, rischiando fisicamente e legalmente. Di tutta questa situazione, spesso, mi sorprende il buonismo della gente che, forse per ignoranza (nel senso che ignora quello che accade) oppure per ingenuità, critica i metodi di intervento delle forze dell'ordine, considerando addirittura troppo violento il loro operato. Sono pienamente d'accordo con l'Agente di Polizia e se organizzassero una protesta pacifica cercherò di parteciparvi, perché le problematiche operative delle Guardie Particolari Giurate, sono molto simili a quelle delle Forze dell'Ordine dello Stato.

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