Domenica, 14 Luglio 2024
Una storia a lieto fine / Gazzola

Studente di infermieristica salva il nonno dall'infarto

Stefano Porro, 20enne piacentino, racconta i drammatici istanti in casa e il provvidenziale intervento del 118

Nella mattinata di mercoledì 12 giugno, l’86enne Giorgio Gandolfi, ha iniziato sentirsi male mentre si trovava nella sua abitazione a Rezzanello di Gazzola. Sentendosi particolarmente debole, ha chiamato sua figlia, riferendole di aver vomitato e di avvertire un forte dolore al petto. La donna, impossibilitata a raggiungerlo rapidamente poiché senza auto, ha chiesto aiuto al figlio Stefano Porro, un ventenne al primo anno di Scienze Infermieristiche dell’Università di Parma. «Arrivato a casa di mio nonno ho subito capito che aveva un infarto in corso» spiega Porro che, attivando subito i soccorsi del 118 gli ha così salvato la vita. E sottolinea: «Avevamo trattato l’argomento in università solo pochi giorni fa».

Porro, abitando a pochi minuti di distanza dalla casa del nonno, si è recato immediatamente sul posto, portando con sé il suo elettrocardiografo portatile, preoccupato dai sintomi descritti. Qui ha trovato l'anziano sofferente. «Mi confermava il forte dolore toracico irradiato al braccio sinistro» dice Porro che ha descritto i sintomi all’operatore della Centrale Operativa Emilia-Ovest di Parma. Mentre attendeva l’arrivo dei soccorsi, il giovane, utilizzando il suo elettrocardiografo, ha eseguito un elettrocardiogramma all'86enne, rilevando anomalie sospette: «le stesse trattate nelle lezioni di semeiotica infermieristica tenute dal docente Enrico Lucenti pochi giorni prima» puntualizza. 
Con l’arrivo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza Valnure in postazione a Rivergaro e dell'automedica del 118 di Piacenza, in cui Porro ha riconosciuto il suo docente Lucenti, la situazione è precipitata improvvisamente. 

«Il nonno è andato in arresto cardiaco ma i sanitari hanno immediatamente iniziato le manovre di rianimazione, applicando il defibrillatore che ha erogato quattro scariche. Il suo cuore ha ripreso a battere e ha riacquistato conoscenza, riuscendo a chiamarmi per nome, come per ringraziarmi». 

Gandolfi è stato poi trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, dove è stato sottoposto ad un’angioplastica coronarica con impianto di stent per ripristinare il flusso sanguigno.  «Attualmente, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica, sveglio e in miglioramento» sottolinea Porro che ha oltre due anni di esperienza come volontario soccorritore sulle ambulanze della Croce Rossa di Piacenza. 

«Ho vissuto un momento di grande emozione nel salvare la vita del nonno, e devo ringraziare di quanto sto imparando sia sui banchi dell’università che grazie all’attività di volontariato». 
Il giovane piacentino vuole anche lanciare un appello: «In caso di dolore toracico è fondamentale chiamare il 118». Su questo gli fa eco Stefano Nani, dirigente delle Professioni sanitarie Area Emergenza territoriale 118 dell’Azienda Usl di Piacenza: «In caso di improvviso dolore al torace, non dovuto ad un trauma, e accompagnato da sudorazione fredda e difficoltà respiratoria, bisogna chiamare subito il 118 - sottolinea Nani - Non è nemmeno opportuno recarsi da soli al pronto soccorso perché potrebbe rivelarsi un errore in quanto si potrebbero perdere minuti decisivi rispetto a un pronto intervento degli operatori sanitari direttamente sul posto».

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