Tante le testimonianze di abbandono segnalate dai lettori, ma gli enti non rispondono

Anche le possenti vestigia farnesiane poco possono contro l’azione demolitrice del tempo alleata all’incuria e all’inerzia dell’uomo

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La nostra “lista rossa” sul patrimonio artistico e culturale di testimonianze farnesiane sintetizzata nella cartolina che ripubblichiamo che evidenzia la necessità di un’inversione rispetto l’insufficiente attenzione degli enti proposti alla tutela e conservazioni dei beni culturali, ha prodotto anche il suggerimento di raccogliere in una monografia a stampa gli oltre venti articoli pubblicati sul tema per renderli accessibili anche a chi non è avvezzo all’on line. Ci stiamo lavorando con l’obiettivo di renderla disponibile nel prossimo periodo natalizio.
Oggi diamo conto di un’eterogenea serie di commenti motivati e costruttivi, ricevuti da lettori che rivelano come l’amore per la propria città e per la propria storia siano ancora ben diffusi tra i cittadini.

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- LO SCONCIO DI PORTA BORGHETTO. La Soprintendenza ai Monumenti dell’Emilia e Romagna, così sollecita e dinamica nell’imporre la cancellazione dei dipinti recenti che abbellivano il chiostro dei frati di Santa Maria di Campagna e nel far togliere una statuetta da una nicchia in un muro del Castello di Travo, non ha nulla da eccepire sul degrado di Porta Borghetto?  E c’è anche un anacronistico segnale turistico che suggerisce di puntare il telefonino sul QRcode consentendo di leggere una descrizione aulica che fa a pugni con la realtà circostante.
- Il degrado e la sciatteria che avete evidenziato rivelano una preoccupante latitanza dell’Amministrazione comunale che a distanza di mesi non è stata capace di porre in essere interventi riparatori dal costo insignificante quali ricollocare una lapide marmorea appoggiata a terra o sistemare la segnaletica verticale che impalla la targa civica di una via … 

- Il Comune come promotore istituzionale (anche da prima, ovviamente), doveva e deve fare qualcosa per conservare e rendere speciali le eredità culturali di alto profilo. A Lucca hanno aperto un sotto mura (che già di per sé sono il top italiano) percorribile e ne hanno fatto una novità eccezionale.

- Il “Castello” saltato è saltato in aria, poi è stato demolito, fortunatamente non del tutto. Là dove purtroppo regnano dimenticanza, erbacce e cartacce, avete fatto crescere e rinverdire le vecchie memorie. Iniziativa felicissima da sostenere!

-  Di là dalle vicende storiche, le mura, i bastioni, non sono un semplice assemblaggio di mattoni, perché a progettare e realizzare queste opere furono chiamati insigni architetti, artisti di grandissima fama che hanno lasciato tracce indelebili della loro attività. La successione di mattoni della cinta farnesiana e del Castello è un’opera d’arte e come tale va tutelata, restaurata, utilizzata, per i Piacentini e per il patrimonio culturale italiano.

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  - LA COLONNA DELLA “TAGLIATA”. Dell’abbandono in cui è lasciato il manufatto di via Colombo avete opportunamente scritto. Se non è più di interesse, meglio abbatterla, liberando spazio per i marciapiedi. Ma se, come sembra logico, rappresenta un pezzo di storia di Piacenza, occorre rimediare presto alla bruttura in cui è lasciata. Il vano del basamento è invaso da detriti, erbacce e sporcizia. Va restaurata l’iscrizione in latino divenuta illeggibile e collocata una targa informativa. 

- Ho letto tutto e "mi piace", per dirla come su Facebook. Due osservazioni: la prima se Pier Luigi Farnese avesse pensato alla sola sua difesa personale, non avrebbe realizzato prima la "Tagliata" intorno alle mura, nonostante il progetto del Castello-fortezza fosse pronto già nel 1545; inoltre, osservando le carte dell'epoca, tutte le città avevano una fortezza, che aveva scopo difensivo per la città e per rifugio anche dei suoi abitanti; basti vedere le notevoli dimensioni del castello, capace di ospitare migliaia di persone e che non aveva nel progetto nemmeno il mastio (o maschio ) per il rifugio personale. Pier Luigi era stato capo dell'esercito papalino e credo non fosse uomo da fuggire miseramente.

- Sarebbe opportuno che il Comune o comunque gli enti interessati installassero cartelli indicatori/segnalatori lungo il percorso delle mura con l'indicazione "MURA FARNESIANE secolo XVI" o simili perché ora non esiste alcuna indicazione.

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- PARCHEGGIO DI VIALE MALTA/IREN. L’asfalto arriva a toccare le mura; i pochi centimetri di spazio libero sono dominio incontrastato di vegetazione spontanea e detriti. Andrebbe completato lo scavo dell’area che corre lungo il parcheggio per rendere ben visibili le cannoniere, sistemare in modo definitivo e in sicurezza le aree sommitali dei bastioni. Un appello al Comune e all’Autorità militare: rimuovere o almeno ripulire la recinzione sopraffatta dalla vegetazione che dal posteggio prospetta sula cortina di mura verso via XXIV maggio. 

 DA ULTIMO MA NON ULTIMO un suggerimento per il quadro di BERNARDINO MASSARI, “La guarnigione austriaca abbandona il castello di Piacenza nel 1848” che dalla nostra città è finito a Parma: tra le azioni che ci vedono a fianco di Parma Capitale della cultura 2020, chiedere a Credit Agricole l’affido dell’opera al Museo del Risorgimento di Palazzo Farnese o almeno il ritorno dell’opera alla originale sede di via Poggiali. 

B.Massari La guarnigione austriaca (1)-4

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