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Parla il governatore

Il Tour in Emilia, Bonaccini: «Ci credevano in pochissimi, ne vado orgoglioso»

Tour de France, Bonaccini: «Verrà una marea di gente e creerà un indotto clamoroso». Il coinvolgimento di Piacenza? «Serviva una partenza da un luogo di frontiera»

Era partito come un bel sogno. Poi si è trasformato davvero in realtà. Il Tour de France che parte in Italia, tocca quasi tutta l’Emilia-Romagna, con la partenza di tappa da Piacenza, sembrava inizialmente una "boutade", una suggestione. 

Ma come è nato il percorso italiano della Grande Boucle? Abbiamo provato a chiederlo direttamente a Stefano Bonaccini, presidente della Regione, a Piacenza venerdì 9 febbraio per la sottoscrizione del protocollo dei quattro atenei della nostra città. «Lo abbiamo costruito - risponde Bonaccini - insieme al direttore e organizzatore del Tour de France, Christian Prudhomme, e a Davide Cassani, ex ciclista ed ex Ct della Nazionale italiana, oggi presidente di Apt Servizi (organizzazione regionale per il turismo, nda), con il sindaco di Firenze, Dario Nardella, e con il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio».

«PIACENZA ERA UNA SEDE OPPORTUNA…»

Da Piacenza partirà la terza tappa, la “Piacenza-Torino”. Come si è arrivati a questa decisione? «Piacenza diventava molto opportuna - precisa il presidente - come sede di partenza di confine, un luogo “di cerniera”. Le tappe non possono essere più lunghe di alcune centinaia di chilometri e quindi diventava ideale scegliere una partenza di tappa del genere. Serviva un’operazione che tenesse insieme le due “porte di accesso” alla Regione. Perciò la prima tappa arriva a Rimini, da Firenze, e la terza parte da Piacenza».

«OPERAZIONE STORICA PORTARE IL TOUR QUI»

Bonaccini punta molto su questo evento per far risaltare il “marchio” Emilia-Romagna nel mondo, dopo essersi già accaparrato, dal 2020, il ritorno del Gran Premio di Imola nel Mondiale di Formula Uno. «Quella del Tour è un’operazione storica - commenta il governatore -, in centodieci anni di “Grande Boucle” mai erano partiti dal nostro Paese con tappe intere. Arriverà una marea di gente, porterà un indotto economico clamoroso. Soprattutto permetterà una promozione del territorio straordinaria. Dopo Olimpiadi e Mondiali di calcio è il terzo avvenimento più seguito al mondo, nella sua durata». C’è anche un po’ di soddisfazione personale in questo successo diplomatico. «Ne vado orgoglioso - conclude - abbiamo fatto una cosa in cui credevano in pochissimi. E credo che per questa città, Piacenza, e le sue eccellenze culturali, enogastronomiche, paesaggistiche, porterà un indotto davvero importante».

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