rotate-mobile
Riforma Polizia Locale

«Traditi da vane promesse elettorali. All'Interno hanno paura di una Polizia Locale riconosciuta a livello nazionale»

Il Sulpl: «Abbiamo una Legge ferma al 1986 ma siamo utilizzati a piacimento a seconda del momento. Una riforma seria del corpo sarebbe solo un valore aggiunto per i cittadini e per il Paese»

«In campagna elettorale ogni partito fa di tutto per parlare alla pancia dei potenziali elettori, e a seconda della categoria si fanno promesse. Peccato che la Polizia Locale sia veramente stanca e disillusa di promesse, deputata Lega Elena Murelli».

Lo scrive Miriam Palumbo, dirigente sindacale Sulpl in una nota nella quale risponde alle dichiarazioni di Murelli circa la riforma della polizia locale (LEGGI QUI). «Facile annunciare – si legge - in un comunicato, con la tornata elettorale alle porte, che in caso di vittoria, il partito si impegnerà a farsi promotore della Legge di Riforma della Polizia Locale Italiana. Abbiamo una Legge ferma al 1986: direi che per quanto riguarda la sicurezza urbana, il ruolo degli operatori di Polizia Locale e  il tessuto sociale, siano intervenuti nel frattempo sostanziali cambiati da allora».

«Eppure,  - prosegue - ad oggi, la Polizia Locale continua a vivere di speranza, auspicando di volta in volta una legge di riforma degna di questo nome che però sul più bello viene sempre affossata. Anche quando Matteo Salvini ha ricoperto il ruolo di ministro degli Interni, inizialmente aveva sicuramente le migliori intenzioni,  ma poi anche lui, come tutti gli altri si è lasciato manipolare dalla "manina" dei burocrati del Ministero degli Interni, che non ci vogliono». «Lo stesso sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni che a fine agosto ha lanciato la proposta di un vero e proprio “piano Marshall” per cercare di salvaguardare il benessere psicologico degli operatori, si è dimenticato di annoverare tra le vittime di suicidio proprio la Polizia Locale. Negli ultimi giorni abbiamo avuto altri tre suicidi in divisa, uno dei quali era un collega di Jesolo».

«Anche sul tema taser si è dimenticato di noi. La nostra categoria  - dicono - non ci crede più! Questa è la verità. La deputata Simona Bordonali da sempre al nostro fianco e assolutamente competente a 360 gradi in materia di Polizia Locale ha sicuramente dato tutta se stessa per la riforma. Abbiamo seguito con lei tutto l'iter della riforma, condivisa all'unanimità da tutti i componenti della prima commissione affari costituzionali». «Non è affatto vero che è stata stoppata da Pd e Cinque Stelle, ma lo ribadiamo senza paura di essere smentiti, dai burocrati del Ministero degli Interni, il Deus ex machina che puntualmente commette ingerenze nella nostra riforma. I suoi funzionari, quelli del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si sono catapultati sul testo e hanno dato indicazione alla politica di stravolgerlo e se possibile di renderlo peggiorativo rispetto alla Legge attualmente in vigore, la n.65 del 1986».

«I burocrati del ministero dell’Interno, probabilmente, hanno paura di perdere il privilegio di ricoprire il ruolo di “first lady” in tema di sicurezza. Hanno paura – tuona il sindacato - di una Polizia Locale riconosciuta a livello nazionale dalle istituzioni. Ci preferiscono disgregati, disorganizzati e senza tutele. Ci utilizzano a loro piacimento a seconda del momento: basti pensare all’emergenza terrorismo quando i prefetti e i questori di tutta Italia, in accordo con i sindaci ci usavano come scudi umani, alla pandemia che abbiamo affrontato in prima linea, lasciando tanti colleghi sul campo, etc etc». «Questi burocrati, e spesso i sindacalisti che avallano senza averne titolo le loro castronerie, ignorano che una riforma seria della Polizia Locale sarebbe solo un valore aggiunto per i cittadini e per il Paese, poiché contribuirebbe a rendere più efficace l’intero sistema sicurezza e si potrebbe finalmente auspicare addirittura un sistema coordinato a livello nazionale».

«Invece siamo a un punto di non ritorno, con la riforma che diventa sempre più una chimera: è di pochi giorni fa – conclude - la recente proposta del ministro della Transizione Ecologica Cingolani che ha presentato il progetto dei termosifoni. Era emerso il nodo dei controlli per chi ha l’autonomo. L'idea brillante sarebbe quella di affidarli alla polizia locale con passaggi a campione! A quel punto la categoria si è sbizzarrita, ideando anche già il logo della squadra di Polizia Termica.  I politici dovranno assumersi le proprie responsabilità visto che, come annunciato infinite volte dal Sulpl, la tensione sociale ha raggiunto livelli altissimi e quasi ingestibili dalle forze in campo. La Polizia Locale, ricordiamolo, è sempre in prima linea».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Traditi da vane promesse elettorali. All'Interno hanno paura di una Polizia Locale riconosciuta a livello nazionale»

IlPiacenza è in caricamento