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«Trattativa privata per ex terme danneggerebbe Valtrebbia». A Bobbio e Travo due incontri per parlarne

Il "Comitato Terme di Bobbio" nell’intento di fare il punto sulla annosa questione dell’area ex Terme (Area San Martino) ed evidenziare quello che indica come il continuo silenzio "attendista" dell'amministrazione di Bobbio, convoca due incontri pubblici entrambi alle 20,30: venerdì 21 settembre, presso la sala polivalente del Comune di Travo, e venerdì 28 settembre presso la sala al terzo piano in Comune a Bobbio

L'area ex terme di Bobbio

Il "Comitato Terme di Bobbio" nell’intento di fare il punto sulla annosa questione dell’area ex Terme (Area San Martino) ed evidenziare quello che indica come il continuo silenzio "attendista" dell'amministrazione di Bobbio, convoca due incontri pubblici entrambi alle 20,30: venerdì 21 settembre, presso la sala polivalente del Comune di Travo, e venerdì 28 settembre presso la sala al terzo piano in Comune a Bobbio.

La decisione è maturata perché dopo che l'ultima asta per alienare il terreno è andata deserta, si profila la possibilità di un intervento a "trattativa privata" con un prezzo di cessione dell’intera area ben di sotto ai 300mila euro a cui era stata offerta invano e nonostante il valore inizialmente periziato fosse di un milione di euro. 

Si sarebbe quindi giunti a un punto cruciale della vicenda sulla quale scrive il Comitato «l'Amministrazione comunale ha pesanti responsabilità in materia di mancati controlli, continue e ingiustificabili proroghe, assenza di fideiussioni a tutela dell'interesse pubblico. Pesante è anche il continuo silenzio "attendista" dell'amministrazione di Bobbio che, come confermanoisuoi precedenti comportamenti, sembra "sperare" nell'intervento di un privato che gli levi le castagne dal fuoco». 

LA VICENDA IN SINTESI. Alla classificazione di edificabilità su un terrenodi valore paesaggistico per la valle, decisa per favorire il rilancio delle Terme di Bobbio, non erano seguiti gli attesi investimenti orientati alla costruzione di uno stabilimento termale, nonostante le diverse proroghe concesse dall'amministrazione di Bobbio. Il risultato è oggi quello di avere un terreno e un patrimonio paesaggistico assolutamente degradato, con una “edificazione incompleta, inutile, praticamente da demolire”. La temuta vendita a trattativa privata farebbe venir meno non solo il rilancio dell'impianto termale, che aveva giustificato l'edificabilità dell’area, ma probabilmente anche un minimo di potere contrattuale nell'indirizzarla verso una destinazione d'uso utile ai bisogni della valle.  

LE RICHIESTE. Per porre rimedio a quanto esposto il “Comitato” chiede all'Amministrazione comunale di esprimere la volontà politica per recuperare il controllo del terreno dichiarandolo “area degradata” e “incongrue” le opere insistenti. L’azione prevista dalla recente legge regionale in materia di consumo di suolo, porterebbe a due possibili sviluppi: l'esproprio e la destinazione del terreno a un utilizzo di interesse pubblico; in subordine, una negoziazione con l'eventuale privato per stabilire, come condizione per nuove concessioni, l'abbattimento degli scheletri edilizi, un nuovo e stringente limite alle volumetrie di edificazione, l'imposizione di tipologie coerenti col rispetto dei vincoli paesaggistici, oneri di urbanizzazione che vincolino a verde pubblico una parte importante di quel terreno.

«Chiediamo all'Unione dei Comuni dell'alta val Trebbia e val Luretta – conclude un documento  del Comitato - di inserire l'area di San Martino all'interno dei progetti del Piano di riqualificazione territoriale che l'Unione sta preparando. L’iniziativa coinvolgerebbe anche la Regione e aprirebbe la strada a una discussione con l'intera valle sulla sua nuova destinazione d'uso che potrebbe ancora favorire il recupero della risorsa termale, da collegare alle tipologie di intervento sanitario dell'Ospedale di Comunità di Bobbio, o altro ancora, ma comunque mirante a rispondere ai bisogni che la valle esprime».

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