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I volontari di Travo accolti da Roberto Rocca della Pubblica Assistenza Città di Bologn

I volontari di Travo accolti da Roberto Rocca della Pubblica Assistenza Città di Bologn

Trasporto pazienti Covid, la Pubblica di Travo risponde alla richiesta di aiuto di Bologna

«Per noi un obbligo morale, impresso nella memoria di tutti l’aiuto giunto da Bologna quando Piacenza stava affrontando la prima ondata dell’epidemia»

La Pubblica assistenza e Soccorso “Valtrebbia” odv di Travo risponde alla richiesta di aiuto della città di Bologna. «Com’è noto Bologna si trova a gestire una difficile situazione legata ai contagi da Covid19, che sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere e il sistema dei trasporti sanitari. Soltanto nella giornata di ieri il bolognese ha registrato 878 nuovi positivi di cui 505 sintomatici. Anpas, la grande famiglia a cui aderiscono tutte le Pubbliche Assistenze, si è fatta portavoce di questi bisogni attraverso un appello rivolto alle Pubbliche Assistenze da Paolo Rebecchi, Coordinatore provinciale e membro del Direttivo nazionale. La risposta della Pubblica Assistenza di Travo è stata velocissima perchè subito diversi volontari si sono resi disponibili». Così alle 6 del mattino di sabato 20 marzo un’ambulanza con volontari autisti e soccorritori, con specifica formazione, è partita da Travo alla volta della sede della Pubblica Assistenza Città di Bologna, dove sono stati accolti da Roberto Rocca, responsabile operativo dell’Associazione bolognese, che li ha informati circa i loro compiti e le modalità di svolgimento del servizio. Nel capoluogo di Regione i volontari travesi si dedicheranno in particolare al trasporto di pazienti Covid positivi non solo all’interno della provincia bolognese ma eventualmente anche su tutto il territorio regionale, seguendo le disposizioni dell’Azienda sanitaria. I volontari della Pubblica Assistenza di Travo precisano che è parte dell’identità dell'associazione rispondere con generosità agli appelli di Anpas e ai bisogni del Paese, aggiungendo che in questo caso la loro disponibilità è avvertita anche come un obbligo morale, perché è impressa nella memoria di tutti l’aiuto che proprio da Bologna è giunto lo scorso anno, quando Piacenza stava affrontando la tragedia della prima ondata dell’epidemia.
 

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