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Sabato, 21 Maggio 2022
Pandemia

«Attendiamo una tregua dei contagi tra febbraio e marzo, ora consolidiamo "sistema" scuola e vaccini»

Il punto della pandemia del dg di Ausl Baldino con i sindaci del Distretto di Levante: «Pseudo normalità a metà marzo, ora agende vaccinali quasi vuote. Valutare a livello nazionale come gestire future vaccinazioni»

«Andamento della pandemia? Possiamo prevedere nel breve periodo - grazie alle valutazioni con le Regioni e del Comitato tecnico scientifico - che riusciremo ad uscire dalla quarta ondata in tempi brevi. Tra le fine di febbraio e la metà di marzo si ipotizza qualche decina al giorno di nuovi positivi, o quanto meno molto vicini a quella soglia. Ma non sappiamo se con il mese di marzo saremo di fronte ad altre varianti e ad una quinta o sesta ondata».

Le prospettive tracciate dal direttore generale di Ausl Luca Baldino, durante una riunione con i sindaci del Distretto di Levante, sono merito «dell’importante accelerazione con la campagna vaccinale e con gran parte della gente che si è immunizzata naturalmente, contagiandosi, per fortuna senza gravi conseguenze». Le persone vaccinate con tre dosi sono 150mila e, ha annunciato Baldino, «ne mancano 75mila: un terzo si sono positivizzate nell’ultimo mese mentre i restanti due terzi sono quelle da convincere a fare la dose booster anti-Covid. A metà febbraio contiamo di aver vaccinato tutti coloro che vorranno vaccinarsi».

Così le agende per la seconda metà di febbraio «sono per la gran parte vuote con il personale che ultimamente è stato dislocato nei centri vaccinali che potrà tornare alle mansioni nei reparti dove erano impiegati precedentemente. Anche la sede dei tampini a Piacenza Expo, pensata per effettuare duemila test al giorno, ne sta effettuando circa la metà: il lavoro sta calando, non solo per i contagi ma anche perché viene assolto dalle farmacie».

Baldino è stato sollecitato a tracciare un quadro dal sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi. Per guardare al futuro «servirebbe la sfera di cristallo», ha detto il direttore generale di Ausl. «Lo scorso settembre la scienza era convinta di una discesa dei casi e nessuno aveva previsto questa ondata in termini difficili come questi, quindi non è facile fare previsioni sul virus». L’ottica è quella, dunque, a breve termine «con una pseudo normalità a marzo, anche se siamo lontani dalla normalità pre-pandemica del 2019». Se da una parte non si riescono a fare previsioni sul lungo termine le Aziende Usl ragionano su come ovviare in futuro le «serie conseguenze nei reparti sanitari, che esistono anche in presenza di pochi o pochissimi contagi: non possiamo permetterci – ha proseguito Baldino – di creare focolai quando abbiamo in ospedale quattro o cinque nuovi positivi al giorno. Per questo il nostro tempo è assorbito anche da una particolare attenzione alla sanificazione e, quando avremo un po’ di tregua, al consolidamento di alcune situazioni per gestire eventuali nuove ondate. Il tema che riguarda non solo Piacenza ma tutte le Aziende Usl è quello della criticità delle liste d'attesa con peggioramenti nella chirurgia a minore complessità e nelle visite ambulatoriali. Abbiamo iniziato a confrontarci con l'assessore regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini, ma a questo si aggiunge il problema della carenza di personale». Da consolidare, secondo il dg di Ausl, «il sistema di gestione dei contagi nelle scuole che ha mostrato i suoi limiti» e «valutare a livello nazionale come affrontare nuove possibili vaccinazioni: dovremmo farne ancora una o due all’anno? Dovremmo usare ancora palestre, palazzetti o stabili provvisori? Occorrerebbe affrontare strutturalmente la gestione delle vaccinazioni, non solo in fasi emergenziali, con un sistema stabile che magari riguardi anche i medici di base».

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