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Martedì, 27 Settembre 2022
Attualità

Un aiuto per vivere e studiare ai figli di Elca Tereziu, uccisa dal marito dopo una lite

La "Fondazione regionale vittime di reato" interviene con un aiuto economico per sostenere i figli di Elca Tereziu, uccisa lo scorso maggio in viale Dante dal marito (ora in carcere)

Ci sono anche i due figli di Elca Tereziu, uccisa nel maggio scorso dal marito nell'abitazione di viale Dante a Piacenza, nelle richieste di aiuto accolte dalla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, insieme a casi di violenza e maltrattamenti in famiglia e uno di abuso su un ragazzo minorenne. Le istanze, che saranno sostenute con quasi 36 mila euro, sono state avanzate dai sindaci di ForlìZocca (Modena), di Piacenza e di un piccolo comune in provincia di Reggio Emilia. Le risorse erogate dalla Fondazione presieduta da Carlo Lucarelli – istituzione unica in Italia, che il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, ha deciso di sostenere ulteriormente aumentando i fondi regionali per quest’anno da 90 a 140mila euro -. Nel caso di Piacenza aiuteranno i due giovani, da poco maggiorenni, a trasferirsi in un nuovo appartamento e a completare gli studi. La 52enne Elca Tereziu venne uccisa dal marito, il 57enne albanese Xhevdet Mehmeti nel pomeriggio del 27 maggio nella loro abitazione in viale Dante. Al culmine di una lite, l'ennesima, l'uomo ha afferrato un coltello e l'ha colpita con alcune coltellate, poi è uscito ed è andato a costituirsi dai carabinieri. 

“Si tratta di sei interventi che riguardano ancora una volta le vittime di reati diversi e tutti molto gravi. Come sempre l’obiettivo della Fondazione è quello di non lasciare sole le vittime e le loro famiglie- spiega Cosimo Braccesi, vicepresidente della Fondazione- e di offrire da subito un aiuto concreto che tenga conto delle necessità, diverse in ogni caso, per poter andare avanti nella propria vita”.

Nel 2018 già accolte 24 richieste di aiuto  
Con gli ultimi casi sono complessivamente 24 le richieste di aiuto accolte e sostenute dalla Fondazione con un contributo di oltre 164mila euro. Le richieste sono arrivate da quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna: Bologna (3 casi), Ferrara (6 casi), Forlì-Cesena (4 casi), Modena (4), Rimini (1), Parma (1) e Reggio Emilia (4) e Piacenza (1). La maggior parte delle istanze presentate dai sindaci riguarda le vittime di violenza domestica, donne e bambini, con casi che vanno dal maltrattamento al tentato omicidio. In altre occasioni il sostegno è stato rivolto a minorenni che hanno subito violenza e abusi sessuali, ai familiari di persone uccise o a persone che hanno lesioni in seguito a gravi reati.

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