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Un brindisi speciale per il centenario della Cattolica

Una Limited Edition, made Università Cattolica: ERVI 2020 nasce dal lavoro di ricerca della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali del campus di Piacenza. Prodotto interamente in università grazie al nuovissimo impianto di micro vinificazione e al laboratorio di analisi sensoriale

Sono 32 in tutto le bottiglie di ERVI 2020, il vino del centenario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un vino del tutto particolare, come sottolineato dal professor Stefano Poni, direttore del dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili. «Oltre ad essere uno dei primissimi risultati della cantina sperimentale che abbiamo in facoltà, è infatti un vino che nasce da due vitigni rossi, Barbera e Croatina: Ervi contiene le caratteristiche dei due genitori, ma qualitativamente ed agronomicamente superiori».

 «Nato dalla collaborazione di due dipartimenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, Diproves e Distas, è frutto di una produzione sperimentale che deriva da un vitigno selezionato negli anni ’70 dal nostro professor Mario Fregoni e che, grazie al lavoro congiunto del professor Stefano Poni con il suo gruppo di viticoltura e del gruppo di ricercatori di enologia, guidati da Milena Lambri e Mario Gabrielli, si è riusciti a trasformare in un vino di ottima qualità. Si tratta di una produzione limitata, derivante dal lavoro di ricerca della facoltà». A presentare il vino che celebra i 100 anni dell’Università Cattolica è il Preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, professor Marco Trevisan, che sottolinea come questo prodotto inauguri «le attività congiunte del vigneto sperimentale della nostra facoltà che, insieme all’impianto di microvinificazione e al Sensory Lab, sosterranno l’attività di ricerca e formazione nel settore viticolo ed enologico».

Facilities, queste, che lavorano congiuntamente: fortemente volute dalla facoltà, consentiranno di sviluppare ricerca e formazione nel settore vitivinicolo ed enologico, permettendo agli studenti di toccare con mano tutte le pratiche connesse al settore.  Ma, come ricordano Lambri e Gabrielli, c’è un ulteriore valore aggiunto da considerare, che risiede nella collaborazione tra la facoltà e le aziende «le strutture di cui si è dotata la facoltà sono utili per le imprese che vogliono testare, in piccolo e poi su vari livelli di scala, le loro produzioni, analizzare la loro attitudine enologica, studiarle dal punto di vista chimico e della composizione e anche dell’analisi sensoriale». E proprio dall’intensa attività che la facoltà ha intrecciato con il mercato produttivo, nascerà accanto all’ERVI 2020 anche una Malvasia dolce frizzante, imbottigliata da un’azienda dei colli piacentini e che sarà il vino bianco del centenario, perfetto per un brindisi speciale.

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