Un network di produttori agroalimentari per attirare turisti: ecco "Pro-muoviamo Piacenza"

Questo il fine del nuovo progetto di marketing territoriale predisposto per promuovere Piacenza e la sua provincia come meta turistica

Da Rivergaro - Foto di Laura Badiini

«Piacenza deve costruirsi una propria destinazione, creare un sistema, una squadra coordinata che si muova sui prodotti agroalimentari e da qui su gastronomia, arte, cultura, paesaggio, collegare la bellezza del territorio piacentino al mangiare». Questo il fine del nuovo progetto di marketing territoriale predisposto per promuovere Piacenza e la sua provincia come meta turistica, un progetto che è stato presentato nella sala consigliare del Comune alla presenza di istituzioni e rappresentanti delle categorie economiche della provincia. Si chiama “Destinazione Piacenza. Pro-muoviamo Piacenza”,  con la finalità di costruire una rete di prodotto enogastronomico, ritenuta essenziale per la crescita e il posizionamento di tutto il territorio.

«Un progetto che mira - ha sottolineato il presidente del Consorzio Piacenza Alimentare, Sante Ludovico -  a costituire un network di produttori agroalimentari che siano disponibili ad aprire le proprie porte ai turisti, di cui il Consorzio sarà il partner operativo». In questo modo, si vuole integrare una proposta specifica di Piacenza all’interno della Rete Emilia Food &Wine Experience di Destinazione Turistica Emilia. «Noi - ha evidenziato Ludovico  - rappresentiamo un centinaio di aziende in vari settori, da quello dei salumi a quello lattiero- caseario. Sul sito di “Destinazione Piacenza” presenteremo i prodotti e le aziende piacentine. Il turismo agroalimentare oggi è in crescita: la gente quando va a visitare le città vuole conoscere le bellezze artistiche, ma è anche interessata alle eccellenze gastronomiche. E per sottolineare la nostra piena trasparenza, l’eccezionale cultura artigianale, desideriamo non solo proporle ai turisti, ma anche far loro conoscere chi c’è dietro questi prodotti». «Con questo progetto  - prosegue - sarà possibile per esempio andare a visitare una cantina o un salumificio, parlare con i produttori, gustare vini o salumi, fare acquisti. Il progetto inizierà attraverso una selezione di produttori che si renderanno disponibili. Ma questo sarà anche il punto di partenza per verificare tutto ciò che di bello propone il territorio». 

Regista della strategia di comunicazione e di promozione dell’ambizioso progetto è Josep Ejarque, della società di consulenza FTourism & Marketing che ha illustrato i vari step del progetto, con l’obiettivo sviluppare attrattività attraverso le aziende, offrendo un prodotto enogastronomico che includa tutte le fasi del ciclo produttivo e che abbia un’identità propria, in modo tale da comunicare Piacenza come destinazione. «Questo significa convertire Piacenza da territorio di passaggio a vera e propria destinazione turistica, luogo di riferimento italiano per quanto riguarda il settore agroalimentare. Per far ciò  - spiega - la strategia di posizionamento sarà basata sulle specifiche identità, ma è fondamentale ragionare come territorio complessivo e non per campanilismo.  Le prossime tappe del progetto prevedono nelle prossime settimane un incontro tra Destinazione Emilia (il direttore Pierangelo Romersi ha ribadito l’importanza di fare rete) e le aziende del territorio per andare a definire obiettivi comuni e linee programmatiche, quindi si procederà con la fase di comunicazione. Ma saranno gli stessi prodotti i veicoli dei valori del territorio». «Il lancio di questa iniziativa è frutto di un grande lavoro di sinergie di territorio - ha sostenuto il sindaco Patrizia Barbieri -, dobbiamo avere un sistema Piacenza, una squadra che si muove su tanti prodotti eno-gastronomici, culturali ed artistici». «E’ un risultato davvero importante - ha sottolineato l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi – perché è difficile che operatori culturali, economici ed istituzioni si mettano insieme». Oggi si gettano le basi per delle prospettive future che diano importanti risultati sia dal punto di vista turistico, che dal punto di vista economico. Piacenza deve essere sempre più vista come destinazione turistica del buon gusto, ma soprattutto gettiamo le basi per prospettive verso il futuro».

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