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Il trasferimento

Un nuovo spazio per Teatro Gioco Vita

La nuova "Officina delle Ombre" sarà in via 10 Giugno

Teatro Gioco Vita ha "salutato" l’Officina delle Ombre di via Fulgonio 7, mentre è in corso il trasferimento dell’atelier in una nuova, più efficiente e più funzionale Officina delle Ombre in via X giugno.

Uno spazio dove sono nati tutti gli spettacoli di questi ultimi 18 anni. Quelli per i più piccoli, come "Pépé e Stella", "Ranocchio", "Il cielo degli orsi", "Cane blu", "Il più furbo", "Io e Niente". E ancora, "Piccolo Asmodeo", "Moun", "Sonia e Alfredo", la nuova edizione de "Il Barone di Münchausen" e "I viaggi di Atalanta". Creazioni per i giovani e il pubblico adulto, come "Il cavaliere inesistente", "Nell’ombra di una luce", "Donna di Porto Pim" e "Cassandra". Coproduzioni come "Sogno di una notte di mezza estate" con la Fondazione Teatro Comunale di Modena, "La meccanica del cuore" con il centro teatrale MaMiMò, "Il piccolo Re dei Fiori" con il Balletto di Roma. E molto altro.

Quasi tutte regie di Fabrizio Montecchi, quelle delle creazioni nate all’Officina delle Ombre, oltre a progetti di Nicoletta Garioni, Anusc Castiglioni, Tiziano Ferrari, Marco Ferro, fino alla produzione 2023 "Poco più in là" diretta da Valeria Sacco. Senza contare i percorsi per gli insegnanti e le scuole, l’esperienza dei laboratori internazionali da cui poi è sfociato il progetto della formazione professionale sul teatro di figura "Animateria", le residenze di giovani artisti e compagnie a cui Teatro Gioco Vita ha offerto consulenze e tutoraggio.

L’invito al saluto all’Officina è stato rivolto da Teatro Gioco Vita ai tanti che l’hanno conosciuta e frequentata in questi anni: «A chi è passato in Officina, a chi è cresciuto fra queste mura, a chi vi ha trovato una porta sempre aperta; a chi è sempre stato lontano da questo luogo ma ha sempre lavorato per questo luogo; a chi ha scaricato, caricato, depositato; a chi ha vissuto emozioni; a chi è passato fugacemente per uno sguardo; a chi ha vissuto un’esperienza d’ombra; a chi vi ha scoperto un mondo nuovo e potente; a chi c’è stato e poi è ritornato; a chi ha considerato l’officina come una casa; a chi entrando si è trovato in un altro mondo pieno di caos e di magia; a chi ha intessuto legami; a chi non l’ha mai conosciuta», sono le parole con cui sono state chiamate a raccolta le persone che nei giorni scorsi si sono ritrovate insieme al civico 7 di Via Fulgonio.

Uno spazio ormai vuoto, come quando nell’ormai lontano 2005 Teatro Gioco Vita vi è entrato per la prima volta. Uno spazio che per qualche ora, per l’ultima volta si è riempito dei volti, delle risate e dei ricordi dei momenti di tournée e di lavoro.

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