Una delegazione camagnese a Sarmato fra big bench e San Rocco

Uno scambio fraterno tra due comunità, come il sacerdote di Sarmato ha avuto modo di evidenziare, nell'augurare una buona riuscita alle iniziative tra i due borghi amici

L'incontro

Sarmato, comune di poco meno di tremila abitanti della provincia di Piacenza, non lontana dal confine con la Provincia di Pavia, ha visto, per la propria festa patronale dedicata a San Rocco, la visita di una delegazione del Comune di Camagna Monferrato, in particolare di Luca Beccaria, vicesindaco e Francesca Grassi, assessore.

L'occasione è stata quella della festività per il santo patrono non solo per l'aspetto conviviale: a Sarmato hanno sede due associazioni dedicate al culto del santo protettore dalle pestilenze più invocato nel medioevo e in questi ultimi mesi di Covid-19; si tratta dell'Associazione Italiana San Rocco di Montpellier e del Centro Studi Rocchiano Internazionale, che vedono in Claudio Braghieri il trait d'union.

L'Associazione culturale Camagna Paesaggi, Arte e Cultura di Camagna ha deciso di avviare una campagna di raccolta fondi per la realizzazione di una Big Bench, da collocare in un posto d'eccezione: non lontano da dove sorgeva, un tempo, la chiesa campestre di San Rocco, per legare la realizzazione del fortunato strumento di promozione turistica, che tanto successo ha già avuto nei nostri dintorni e nelle Langhe. Infatti, uno dei requisiti richiesti dalla Big Bench Community Project (il soggetto che gestisce il coordinamento della realizzazione e della logistica delle grandi panchine) era quello di una promozione dei luoghi legati non solo al paesaggi, ma anche alla storia locale. Per chi fosse interessato a dare un contributo, le modalità saranno pubblicare sulla pagina Facebook inserendo sulla piattaforma social il nome @AssociazionePAC.

Ecco il perché di questa visita che ha il sapore dello scambio fraterno tra due comunità, come il sacerdote di Sarmato ha avuto modo di evidenziare, nell'augurare una buona riuscita alle iniziative tra i due borghi amici. «Ci tengo a ringraziare Claudia Ferrari e la sua giunta, che hanno accolto la nostra delegazione in questo giorno di festa all'insegna dei possibili legami che speriamo di intessere tra le nostre associazioni sotto il comune interesse della divulgazione storica della figura di San Rocco e che possa essere poi alla base di successive iniziative di scambio culturale tra le nostre comunità», fa sapere Beccaria. L'idea di coinvolgere Sarmato è venuta proprio al vicesindaco di Camagna, che aveva contattato qualche mese fa Claudio Braghieri, che è anche Rappresentante per l’Italia dell’Associazione Internazionale San Rocco di Montpellier (con carica di vicepresidente), residente a Sarmato, luogo scelto proprio per il forte legame con la vita del santo originario della regione storica della Linguadoca. Infatti, nel paese piacentino sono conservate tuttora la fontana e la casa detta di S. Rocco, lungo la linea delle risorgive, la chiesa e la grotta di S. Rocco. La presenza del Santo a Sarmato è certa, com'è riconosciuto anche dalla più severa critica recente. I sarmatesi, riconoscenti per la protezione del Santo, trasformarono la sua capanna in cappella; nel Cinquecento eressero una piccola chiesa che nel secolo successivo ebbe definitiva sistemazione: a una sola navata e con la facciata a capanna, che nel periodo anteguerra fu coperta con una quinta neoclassica. La chiesetta dedicata al santo si presenta simile, a grandi linee, alla descrizione che si ha, a Camagna, della chiesetta prima dei lavori di rifacimento di fine Ottocento, su progetto dell'arch. Crescentino Caselli, ideatore anche della peculiare cupola della parrocchiale di S. Eusebio, allievo di Alessandro Antonelli.

«Questo giorno di festa è stato un modo, intanto, per conoscere e confrontarsi col lavoro di un'altra amministrazione, che costituisce sempre un arricchimento, ma non possiamo che essere felici per aver fatto un primo importante passo verso la collaborazione con le realtà associative dedicate a questa figura, tra lo storico e il leggendario, di cui abbiamo una chiara devozione religiosa popolare anche a Camagna e, dopo un confronto con lo storico Carlo Torretta, in tutto l'antico Stato del Monferrato», conclude Beccaria.

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