Una vita al banco del pm: «I reati più odiosi le violenze alle donne»

In pensione Giulio Massara, ex funzionario della Provincia e magistrato onorario per 20 anni. «Un’esperienza gratificante. Dico no alla riforma della prescrizione, perché danneggerebbe le vittime»

Giulio Massara

La commozione, che non lasciava trasparire se non dall’increspatura della voce, è durata solo una manciata di secondi. Poi ha risposto alle domande dei giornalisti: «Per ora mi riposerò e mi godrò la pensione. Poi penserò a cosa fare da grande, forse l’avvocato».  65 anni, ha indossato la toga, il 12 luglio, l’ultima volta in aula per terminare i processi di cui lui è pm in qualità di vice procuratore onorario (Vpo).

massara-2Trentasette anni al lavoro, come funzionario dell’Amministrazione provinciale prima e come magistrato onorario poi. Originario di Reggio Calabria, Massara, sposato e con due figli, si è laureato a Modena. Diventato avvocato è entrato nella Pubblica amministrazione. Ieri, come al solito, era in aula con il giudice Ivan Borasi per smaltire decine di fascicoli del processo penale. Rinvii delle udienze, smistamenti, domande ai testimoni e richieste di pena, o di assoluzione, hanno fatto parte della sua giornata per una ventina di anni. Da quando cioè vinse il concorso per magistrati onorari (Vpo) nel 1983. Da allora, la carriera si è sviluppata in Tribunale. Carattere pacato, riflessivo e pragmatico, Massara ha seguito migliaia di processi, stabilendo «ottimi rapporti» con i magistrati, gli avvocati e il personale di Procura e Tribunale. «E’ stato un lavoro gratificante e che mi ha arricchito professionalmente» sottolinea.

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Dall’osservatorio privilegiato che ha ricoperto per anni, Massara ha raccontato «che processi più odiosi che ho affrontato sono quelli dei maltrattamenti e delle violenze alle donne. Negli ultimi anni, invece, sono aumentati a dismisura le truffe, in particolare on line, e lo spaccio di droga». Dei tanti mali che affliggono la Giustizia, il Vpo cita i tempi lunghi dei processi «anche se a Piacenza si può dire che siano abbastanza buoni. Comunque, molto dipende dai giudici, anche se le carenze dell’universo di procure e tribunale sono tante». Infine, sull’ennesima riforma che si preannuncia Massara ritiene «che non sia necessaria quella sulla prescrizione, perché danneggerebbe le persone offese, cioè le vittime».

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