Usb: «Ancora in lotta contro i licenziamenti a Leroy Merlin»

Il sindacato: «Contro la precarietà, lo sfruttamento le discriminazioni noi andiamo risolutamente in direzione ostinata e contraria»

I lavoratori di Usb davanti a Leroy Merlin

«Crea una ripercussione sociale grave nella comunità piacentina la decisione del consorzio Ucsa della consociata coop Delfinia di licenziare 125 lavoratori a tempo determinato nel magazzino in cui si fa la logistica di Leroy Merlin a Castelsangiovanni. Si tratta di una scelta che non è giustificata da ragioni contingenti legate ai volumi di lavoro, ma unicamente da finalità di massimo profitto e volontà di comando. Le lavorazioni sono state infatti spostate in altre sedi (a conferma che non c'è un problema di calo degli ordini) e il ricorso a lavoratori con contratti precari è da anni stabile ed in numero troppo elevato». Si legge in una nota ufficiale del sindacato.

«All'interno di questo quadro drammatico spicca il silenzio dei sindacati confederali che tacciono di fronte allo smantellamento di circa un terzo del magazzino. Usb da tempo denuncia il fatto che con il cambio appalto, dopo che i precedenti gestori di servizi sono finiti in galera, non si è realizzato pure un vero cambio di passo ed infatti permangono i nodi che hanno caratterizzato la vecchia gestione. Questa mattina, pertanto, USB ha promosso un forte e partecipato momento di mobilitazione a fianco dei licenziati che ha costretto Ucasa e la coop Delfinia a chiudere il magazzino, considerata l'alta adesione dei lavoratori».

«Usb chiede che i volumi di lavoro vengano fatti rientrare nel magazzino, si avvii un percorso di assunzioni a tempo indeterminato procedendo con criteri di priorità per coloro che hanno maturato da più tempo un'anzianità di servizio nell'impianto, che si metta mano al sistema delle progressioni professionali riconoscendo giusti livelli nei vari reparti, che infortunio e malattia vengano pagati al 100%, che il buono pasto abbia il valore di 7 euro, che finisca il clima di discriminazioni, che vengano garantiti ritmi e carichi di lavoro rispettosi della sicurezza e della salute. Queste sono le richieste che i lavoratori hanno avanzato, alle quali Ucsa ha risposto negativamente e che USB ripresenterà con determinazione al prossimo incontro. Contro la precarietà, lo sfruttamento le discriminazioni noi andiamo risolutamente in direzione ostinata e contraria».

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