Usb: «Il vescovo Ambrosio condanni pubblicamente lo sfruttamento del lavoro»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

A Sua Eccellenza Vescovo Gianni Ambrosio

La nostra organizzazione sindacale presente sul territorio nazionale in difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nei settori pubblici e del privato, si rivolge a Lei nella speranza di trovare supporto nella difesa dei diritti degli sfruttati ed oppressi della nostra Diocesi. Papa Francesco ha più volte espresso il pensiero della Chiesa con forza e determinazione affermando: “Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero, contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente”. “Il sangue di chi è sfruttato nel lavoro è un grido di giustizia al Signore. Lo sfruttamento del lavoro, nuova schiavitù, è un peccato mortale”.

Il tema del lavoro è da sempre al centro del pontificato di Francesco. In Sicilia incontrando i disoccupati Bergoglio condannò “il lavoro disumano, il lavoro schiavo, il lavoro senza la giusta sicurezza”, sottolineando che “non portare il pane a casa vuol dire non avere dignità”. Sulla ricchezza concentrata nelle mani di pochi, il Papa, nella catechesi dell’udienza generale del mercoledì, commentando la parabola del ricco Epulone ha sottolineato che il povero Lazzaro “rappresenta bene il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi.” Anche nella Diocesi di Piacenza Bobbio vorremmo che Lei facesse eco alle parole del Santo Padre. I controlli effettuati dall’Ispettorato del Lavoro Territoriale di Piacenza nel solo primo trimestre del 2019 hanno appurato che su 70 ispezioni “mirate” indirizzate a cooperative, ben 61 hanno presentato irregolarità di varia natura.

Ci sono cooperative ed aziende che non permettono ai lavoratori di scegliere da chi farsi rappresentare sindacalmente, rifiutando, ad esempio, di effettuare le trattenute sindacali da loro richieste o di incontrare i rappresentanti scelti dai lavoratori. Esistono cooperative piacentine che utilizzando il nome di San Martino, uomo generoso che non esitò a tagliare in due con la spada il suo mantello per darne una metà ad un povero infreddolito, che non rispettano la maternità e la malattia. Se poi ci addentriamo nel “mondo della logistica” piacentina che occupa all'incirca diecimila lavoratrici e lavoratori sul nostro territorio, scopriamo che l’illegalità va spesso a “braccetto” con la criminalità organizzata e i lavoratori che provano ad organizzarsi con USB, manifestando i loro diritti, non solo vengono dissanguati da quelle “sanguisughe” di cui parlava Bergoglio ma repressi nel loro agire anche dalle istituzioni che invece di difendere il diritto a scioperare e manifestare, invece di intervenire per il rispetto e la tutela della salute e l’applicazione corretta delle normative sul lavoro, troppo spesso agiscono per colpire, anche in maniera giudicata scorretta dal Tribunale delle Libertà di Bologna, inerti e indifesi padri di famiglia. In questa situazione la Chiesa piacentina ogni giorno lavora concretamente per il sostegno economico alle famiglie in difficoltà e chiediamo che sull'esempio di papa Francesco, alzi un grido chiaro, preciso e pubblico di condanna avverso lo sfruttamento e a sostegno di chi rivendica un giusto salario e una corretta applicazione del contratto di lavoro. Ci auspichiamo che Lei possa dar voce a quei tanti giovani ed adulti sfruttati che non possono reagire perché soli nella loro disperazione lavorativa e sostegno a chi invece la forza di reagire ce l’ha.

USB Lavoro Privato - Piacenza

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