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Vaccino antinfluenzale, si parte il 12 ottobre ma c'è preoccupazione per la mancanza di dosi

A poco più di dieci giorni dalla data che darà ufficialmente il via alle vaccinazioni antinfluenzali, molti i nodi ancora da sciogliere. Per Federfarma mancano indicazioni circa modalità di consegna, quantità e reperibilità delle dosi, ma anche precisazioni su ruoli e tempistiche

A poco più di dieci giorni dalla data che darà ufficialmente il via alle vaccinazioni antinfluenzali, molti i nodi ancora da sciogliere. Mancano Roberto Laneri-2
indicazioni circa modalità di consegna, quantità e reperibilità delle dosi, ma anche precisazioni su ruoli e tempistiche. «Siamo in attesa degli ultimi sviluppi derivanti dalle trattative in corso - osserva il presidente di Federfarma Piacenza Roberto Laneri - ma la perdurante incertezza e l’assenza di chiarimenti si ripercuote sui numerosi cittadini che si rivolgono a noi per avere informazioni e 
rassicurazioni. Tra questi, anziani e appartenenti alle fasce protette ma anche aziende che chiedono di vaccinare i propri dipendenti. Persone che, stando a quanto diffuso negli ultimi mesi, hanno accolto con estremo favore l’ipotesi di potersi rivolgere ai farmacisti per il 
vaccino, col non risibile vantaggio, tra l’altro, di desaturare gli ambulatori medici già tanto esposti al rischio assembramenti. Da parte nostra, del resto, non sono mancate disponibilità e volontà d’essere, una volta in più, punti di riferimento e di servizio al cittadino. Desiderio che, tuttavia, si scontra ora con attese snervanti, e la frustrante consapevolezza che potremo contare solo su parte del fabbisogno stimato di dosi».

Federfarma ha più volte evidenziato l’importanza del ciclo vaccinale di quest’inverno 2020: l’influenza mostra infatti sintomi simili all’infezione da Covid-19, e una diffusa profilassi potrà aiutare i medici, nel periodo del picco, a operare diagnosi differenziate così evitando d’intasare le strutture sanitarie di falsi casi sospetti. L’abbassamento dell’età degli aventi diritto alla gratuità vaccinale (portata ai 60anni) e le Paolo Cordani-3raccomandazioni alla vaccinazione volontaria delle fasce attive di popolazione, si scontra tuttavia con la preoccupante carenza di dosi: solo per chi è a rischio ne mancherebbero, in Emilia Romagna, 386mila. Fra rientri al lavoro e apertura delle scuole, ci affacciamo ad un mese estremamente complicato per la diffusione dei contagi e, mentre a Parma, in lieve anticipo rispetto agli anni passati, è stato identificato il primo caso d’influenza stagionale, si prevede che le richieste di vaccino saranno più del doppio dell’anno scorso, quando i vaccinati in regione furono 819mila.


«È una situazione che da tempo si preannunciava difficile e trova ora, nella mancata chiarezza dello stato dell’arte circa le forniture - sottolinea Paolo Cordani di Federfarma - effetto di rinnovata complessità. A livello nazionale abbiamo chiesto al Ministero di rendere disponibili alle farmacie i ‘resi’, cioè i vaccini non utilizzati dalle Aziende sanitarie, per almeno un 10% del totale. Aifa permettendo, c’è poi la possibilità d’importarne dall’estero. E’ nostra intenzione, come sempre, fare ‘gioco di squadra’, ed esser pronti a dare risposte adeguate e concrete ai piacentini. Restiamo purtroppo nostra volta in attesa di sapere cosa è stato deciso. Spero che lo Stato risolva nel più breve tempo possibile il riserbo su quanto deciso e cosa fare».

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