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Parla chi lo ha invitato

Boom di adesioni per l’incontro con Vannacci, si cerca una nuova sede

Podrecca (Ugci): «Molte richieste, non vogliamo escludere nessuno, perciò cerchiamo una sala più grande di quella di Borgotrebbia. Ecco perché abbiamo invitato a Piacenza il generale a parlare»

La sala parrocchiale di Borgotrebbia, che ospita duecento posti, potrebbe non bastare. «Stiamo valutando se spostare l’evento in un luogo più spazioso, non è giusto escludere dei partecipanti. Sapevamo che ci poteva essere interesse, ma non in questa misura». Livio Podrecca, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza, fa sapere che l’annuncio dell’arrivo del generale dell’esercito Roberto Vannacci, previsto per il 20 dicembre alle ore 21, ha scatenato una ampia adesione dei piacentini, che hanno telefonato all’associazione da lui guidata e, in particolare, alla parrocchia dei Santi Angeli Custodi.

Il generale, al centro di un polverone mediatico, in particolare negli ultimi giorni, dopo la sua “promozione”, presenterà il noto libro “Il mondo al contrario”, uscito in estate e diventato un best seller da oltre 230mila copie vendute. «Stando alle adesioni - prosegue l’avvocato Podrecca - non potremo accogliere tutti nella sala di Borgotrebbia, perciò ci stiamo attivando per trovare un’altra sede, che ovviamente comunicheremo. Sperando che le realtà proprietarie degli spazi siano disponibili ad aiutarci».

  • Avvocato Podrecca, come si spiega questo interesse per ascoltare di persona il generale Vannacci?

Lo trovo curioso per un libro che doveva essere distribuito a poche centinaia di persone. Come giuristi cattolici a noi interessa il diritto e la giustizia. Ci occupiamo del “fenomeno Vannacci” per la libertà d’opinione, al di là del fatto che uno condivida o meno quello che dice il generale. È fondamentale la libertà di opinione e di espressione. Il pericolo più grosso che vive la nostra società è l’imbavagliamento. Si pensa di affermare un’idea censurando chi la pensa diversamente dal mainstream, dalla cultura dominante. Chi esprime un pensiero fuori da questi confini viene insultato, denigrato, ostracizzato, come successo a Vannacci. Noi non vogliamo fare polemiche, stiamo lontani dalla politica e rispettiamo le idee di tutti. Ma c’è la libertà di esprimere le proprie idee sui temi di frontiera, sull’omosessualità, sull’ambiente, sulla famiglia.

  • Mattia Feltri, su “La Stampa”, ha detto che Vannacci è, invece, proprio l’esempio più esemplificativo della libertà d’opinione del nostro Paese: un generale dell’Esercito che, con toni forti, tocca tutti i temi più delicati della società italiana…

Vannacci è una nave rompighiaccio, sta aprendo un cuneo nella società. Il fatto che il generale possa dire quello che vuole non toglie il fatto che, a livello politico e della gestione della cosa pubblica, se dici le stesse cose che ha scritto o detto lui, vieni messo da parte. È illusorio affermare che ci sia la libertà d’espressione: uno può parlare, ma poi sconta delle conseguenze negative e soffre l’emarginazione. C’è una discriminazione alla rovescia: se tu hai certe posizioni, vieni messo da parte dalla politica e dagli incarichi pubblici, quasi confinato. Questo è quello che accade.

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