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La sperimentazione

Varco Ztl di via Giordani e via Scalabrini, dal 15 gennaio telecamere accese mezz'ora dopo

Al via la sperimentazione fino a giugno. Il sabato e la domenica resta invece invariato il termine orario in vigore attualmente

Partirà lunedì 15 gennaio, in via sperimentale, la proroga mattutina di mezz’ora che dal lunedì al venerdì consentirà, sino alle 8.30, di transitare ai varchi Ztl all’intersezione tra via Giordani e via San Siro (Zona C), nonché in via Scalabrini (Zona D). Il sabato e la domenica resta invece invariato il termine orario in vigore attualmente, per cui i veicoli non autorizzati dovranno passare comunque entro e non oltre le 8.

Il provvedimento, che resterà operativo sino al prossimo mese di giugno – quando si valuterà se confermarlo, correggerlo o ripristinare la situazione già in essere – sarà oggetto di costante monitoraggio. Come già anticipato nelle scorse settimane dall’assessore alla Viabilità Matteo Bongiorni, la misura è finalizzata a favorire un maggiore scorrimento del traffico in una zona che, soprattutto in coincidenza con l’entrata scolastica al plesso della primaria Giordani, è particolarmente soggetta a intasamenti, con l’obiettivo di agevolare anche il flusso dei mezzi lungo Stradone Farnese. Ad oggi, infatti, dopo le 8 del mattino, gli automobilisti non in possesso di pass Ztl che percorrono via Giordani, in direzione di piazza Sant’Antonino, devono obbligatoriamente svoltare in via San Siro e uscire, da qui, su via Santa Franca o via San Vincenzo, sede della media Nicolini: «Si generano così – rimarca l’assessore Bongiorni – code considerevoli lungo una delle arterie più importanti di penetrazione e attraversamento della città, a maggior ragione per chi torna verso piazzale Libertà e deve, in questo caso, effettuare anche un attraversamento di corsia. Via Scalabrini è stata pertanto individuata come alternativa per agevolare il deflusso del traffico, almeno per chi è diretto a Barriera Roma, consentendo il passaggio sino alle 8.30».

L’assessore ribadisce «l’impegno, generale e in linea di principio, mirato a consolidare e promuovere le politiche orientate alla mobilità dolce”, ma, aggiunge, “occorre anche considerare il contesto effettivo in cui ci muoviamo. Per questo abbiamo voluto testare una soluzione che, facilitando lo scorrimento delle auto, ne diminuisca non solo i tempi di percorrenza in un orario di punta, ma ne riduca anche la permanenza in coda, limitando così le emissioni inquinanti prodotte nei pressi della scuola. Come ho già avuto modo di spiegare, siamo consapevoli che questa scelta possa apparire in contrasto rispetto a progetti come i percorsi scolastici sicuri e chiusi al traffico veicolare, presenti in tanti quartieri della nostra città, ma la realtà dei fatti ci ha portati a cercare innanzitutto di contenere il problema; l’auspicio è che questo cambiamento porti a ulteriori riflessioni e proposte che ci permettano di migliorare la situazione. Su questo tema siamo assolutamente disposti al confronto e a valutazioni alternative».

«E’ evidente – conclude Bongiorni – che occorre intervenire su una serie di situazioni che, in centro storico ma non solo, rappresentano un problema in termini di viabilità e sosta, andando ad aggiornare le soluzioni adottate, ormai una quindicina di anni fa, nell’ultimo Piano urbano del traffico. Il 2024 ci vedrà impegnati a costruire un nuovo Put, che interpreti e restituisca una visione d’insieme: un processo complesso che, a partire dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e nel pieno rispetto del Codice della Strada, dovrà mediare istanze diverse tra loro e comporterà necessariamente anche un parziale cambio delle nostre abitudini sedimentate».

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