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Sabato, 28 Gennaio 2023
Attualità Farini

“Villa Regina Mundi" abbandonata: «Nessuno la vuole»

L’ex seminario vescovile estivo (poi casa di villeggiatura) di Pianazze di Farini è chiuso da cinque anni. Il consigliere Bracchi raccoglie materiale sulla sua storia. La Diocesi: «Ci vorrebbe un privato disposto a investire»

Una “cattedrale” in mezzo ai boschi, vicino a Pianazze di Farini, spartiacque tra la Valnure e la Val Ceno parmense – a mille metri d’altitudine - rischia di diventare un luogo di degrado. “Villa Regina Mundi”, l’ex seminario vescovile e casa di villeggiatura, è Giovanni Bracchi-3abbandonata da cinque anni all’incuria. Nessuno opera più in questa immensa struttura, chiusa a qualsiasi accesso, che sta lentamente entrando a far parte di un gruppetto di dimenticati luoghi storici dell’Alta Valnure, come l’ex istituto “San Luigi” a Roncovero e l’ex preventorio di Bramaiano (entrambi nel bettolese).

Nella vicinissima Pianazze Giovanni Bracchi, titolare dell’antica trattoria “Pianassa”, sta raccogliendo foto, ricordi e testimonianze di chi ha lavorato o soggiornato a Villa Regina Mundi. «Ho da parte un po’ di materiale – spiega Bracchi, consigliere comunale a Farini – che intendo pubblicare in futuro sul bollettino parrocchiale di “Montagna Nostra”. Sono legato a quel luogo perché fu mio nonno, anch’egli Giovanni Bracchi (omonimi, nda), che regalò 70 pertiche di terreno alla Curia per costruire il seminario».

L'oste racconta la vicenda. «Ci provo – mette per in inciso il ristoratore -, almeno svelo quanto si racconta da queste parti. «Monsignor Pietro Cavanna, incaricato di realizzare il seminario estivo, era di Bettola. Era amico di mio nonno e una volta a pranzo gli spiegò l’intenzione di costruire una villa estiva in Alta Valnure. In un primo momento la Curia pensò a Selva di Groppallo, ma c’erano alcuni problemi, come la mancanza d’acqua. E i proprietari dei terreni non erano tutti molto d’accordo».

Bracchi prova a rendersi disponibile. «La strada provinciale – prosegue il nipote – all’epoca arrivava fino alla frazione di Moline, la parte restante neanche era stata tracciata, mentre nel versante parmense terminava a Pione. Mio nonno propose uno scambio: la Curia si sarebbe data da fare per costruire la strada e collegare i due territori, in cambio era disposto a regalare il terreno per il seminario». Nel 1952 l’atto di donazione dal notaio: automaticamente partono i lavori per la provinciale. La prima pietra è del 1956, verso la fine del 1958 sono terminati i lavori. «La strada è stata aperta nel 1959, e collegava finalmente Farini con Bardi, e anche Villa Regina Mundi».

Villa Regina Mundi-2

Tutto il materiale per costruire il seminario è stato trasportato a Pianazze su strade comunali che «in realtà erano delle vecchie mulattiere». «Ci hanno lavorato un po’ tutti quelli della zona – confida Giovanni -, muratori da Montereggio e dai paesi vicini. Portavano la roba sui camion americani “Morris”, rimasti qui dopo la Seconda Guerra mondiale». Bracchi sta raccogliendo materiale sulla vita in seminario. «Questo edificio è nato come me nel 1959, era pieno di gente, seminaristi, sacerdoti, suore. Tantissime le iniziative della Diocesi ospitate qui. È stato gestito da mons. Cavanna, da don Franco Premoli, poi da don Piero Galvani. C’erano 150 persone ogni settimana per tutta l’estate, fino agli anni ’80. Poi sono calati i seminaristi ed è stato trasformato all’interno per diventare un luogo di villeggiatura estiva. Ci sono un centinaio di camere da letto con tutti i servizi». Avvicinandosi alla struttura si vedono i primi problemi legati al tempo che scorre. «A me piange il cuore – conclude Bracchi - a vedere questo edificio andare a ramengo, è una struttura abbandonata. È un dispiacere per tutti».  

Villa Regina Mundi-2

«CI VORREBBE UN PRIVATO DISPOSTO A INVESTIRE»

«La struttura è completamente ferma da cinque anni – ammette don Celso Dosi, rettore del seminario vescovile di Piacenza -. Vorremmo che qualcuno fosse interessato a Villa Regina Mundi. L’immobile è ancora in vendita, c’è un bellissimo bosco intorno». La Diocesi non intende svelare pubblicamente il prezzo di vendita. «Ma con chi fosse realmente e seriamente interessato – spiega don Dosi - sono disponibilissimo per parlarne, tenendo conto che però c’è un Consiglio diocesano da coinvolgere per la trattativa». Seppur ferma, la struttura costa. «La cura del bosco – aggiunge il sacerdote - ci costa un occhio della testa: abbiamo affidato la gestione a dei privati della zona che tagliano la legna e tengono pulito. Paghiamo molte tasse sull’immobile, di Imu stiamo parlando di una cifra importante, senza utilizzarla».

Villa Regina Mundi a Pianazze di Farini - Mulazzi e Taranti/IlPiacenza

Le vocazioni della struttura potrebbero essere due: una struttura socio-assistenziale per anziani oppure legata al turismo. O entrambe le cose. «Dal punto di visita turistico - riflette il sacerdote - avrebbe una sua valenza, si trova in mezzo al verde, in un luogo di pace, perfetto per le camminate e per respirare l’aria buona». Intanto, un simile gioiello, rimane a subire le ingiurie degli anni.

Villa Regina Mundi-2

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