Fronte comune / Villanova sull'Arda

Villa Sant’Agata, Banca di Piacenza e Fondazione si muovono per il salvataggio

Sforza Fogliani: «Attendiamo di conoscere il nuovo ministro della cultura e l’impegno dello Stato nell’operazione». Reggi: «Al lavoro anche per un recupero dell’ex albergo San Marco»

«C’è già una disponibilità di massima, sia della Banca di Piacenza che della Fondazione di Piacenza e Vigevano, per acquistare Villa Sant’Agata. Però bisogna assolutamente chiarire il prezzo, le ultime stime erano enormi, e l’aiuto dello Stato nell’operazione». Corrado Sforza Fogliani, presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, non appena si saprà il nome del nuovo ministro della cultura, intende far partire l’operazione di salvataggio di “Villa Verdi” a Villanova. La villa-museo - per decisione degli eredi - potrebbe infatti finire all’asta nelle prossime settimane, dopo che è già stata sancita la sua chiusura: il 30 ottobre sarà l'ultimo giorno di apertura del museo. La Regione, in un sopralluogo, ha evidenziato una «situazione conservativa preoccupante», con «danni all’immobile e incuria».

Avvocato Sforza, di che cifre parliamo per l’acquisto? «Sette-otto mesi fa - risponde - si era parlato di una cifra tra i trenta i e quaranta milioni di euro. Una somma alta, non so se adesso gli eredi hanno moderato le richieste. Ne abbiamo parlato con Roberto Reggi, informalmente. Con il nuovo ministro della cultura si dovrà discuterne per capire se lo Stato concorre e cosa è in grado di fare per aiutarci economicamente». Solo Banca e Fondazione sarebbero coinvolte in questo salvataggio? «Solo noi, gli altri a Piacenza fanno finta di avere i soldi, per un’operazione del genere servono contributi importanti». Potrebbe essere la grande occasione per valorizzare la piacentinità di Giuseppe Verdi? «L’anno prossimo, se fossimo una città seria, faremmo una stagione teatrale tutta verdiana, una grande mostra alla Ricci Oddi su Verdi e presenteremmo il progetto di sistemazione dell’albergo San Marco».

«Già da qualche mese - aggiunge Roberto Reggi, presidente della Fondazione – condividiamo con Sforza Fogliani la stessa attenzione sul tema, quando uscì la notizia della possibile vendita ne parlai con l’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori. Noi e la Banca siamo a disposizione, ovviamente da soli non possiamo fare nulla, si parla di qualche decina di milioni di euro e come Fondazione non possiamo acquistare immobili. Però siamo a disposizione per trovare una soluzione, con l’aiuto del Ministero della Cultura e della Regione. Poi noi faremo la nostra parte sicuro».

Banca e Fondazione potrebbero essere i garanti della sua valorizzazione, una volta acquisita? «Quello sicuramente. Così come stiamo pensando ad un recupero condiviso dell’ex albergo San Marco (dove Verdi soggiornava, nda), di proprietà di Ausl e del Comune. Con il sindaco Tarasconi ci siamo già confrontati sul futuro della struttura». L’asse Banca-Fondazione è saldo: «Sia io che Sforza - conclude Reggi - siamo entrambi appassionati di un piacentino illustre come Verdi. Anzi, più illustre del maestro non c’è nessuno. Però gli importi in gioco sono molto rilevanti, noi possiamo fare da “attivatori” del recupero e preoccuparci della valorizzazione, ma per l’acquisto abbiamo bisogno di aiuto».  

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