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Visite nelle case di riposo, ancora qualche giorno di attesa

Dopo l’ordinanza del ministro Speranza le strutture protette del territorio si riorganizzano per permettere le visite (con contatto) ai parenti. Molte strutture le permettevano già, ma dietro a un vetro di protezione

Ha effetto immediato l’ordinanza firmata l’8 maggio dal ministro Roberto Speranza, valida fino al 30 luglio, per consentire le visite ai parenti, in piena sicurezza, nelle Rsa, le residenze sanitarie assistite nelle strutture per gli anziani. Un provvedimento condiviso con la Regioni, che tante famiglie attendevano da tempo. Molte aspettano da un anno di riabbracciare fisicamente i propri cari, visti soltanto da una finestra o da una vetrata. In certi casi salutati soltanto tramite le videochiamate. «Tantissime persone – ha fatto sapere il presidente della Regione Stefano Bonaccini - potranno finalmente rincontrarsi e tantissimi potranno rivedere i propri cari. Anche in Emilia-Romagna, dove abbiamo praticamente completato la vaccinazione di degenti e ospiti di Cra e Rsa. Inizia a tornare una normalità degli affetti che la pandemia aveva sospeso».

Le strutture del territorio si riorganizzano dopo il provvedimento del Governo. «Abbiamo appena ricevuto l’ordinanza – fa sapere Cristiana Bocchi, direttrice di Asp “Città di Piacenza”, che ha in gestione il Vittorio Emanuele - ci stiamo organizzando per le disposizioni da dare alle famiglie». «Da noi le visite ci sono tuttora – prosegue Bocchi - da qualche mese. Su prenotazione, protette, con ancora il distanziamento. Una barriera di plexiglass tra gli ospiti e i parenti. Ora vogliamo capire da chi viene rilasciato il “green pass”, stiamo studiando la cosa. Abbiamo bisogno di qualche giorno ancora, poi ci adeguiamo all’ordinanza».

«Apriremo prestissimo alle visite ai parenti – spiega il dottor Stefano Cella, direttore sanitario della casa di riposo “Maruffi” di Piacenza - siamo molto contenti di riaccogliere i familiari dei nostri ospiti. A breve si potrà rientrare. La data verrà decisa a breve». Nodi da risolvere? «Stiamo mettendo a punto i protocolli con l’Ausl per poter permettere nei prossimi giorni di ritornare. Abbiamo letto l’ordinanza, occorre chiarire sia il “green pass” che la modulistica. Sarà una questione di pochi giorni. Siamo in attesa di alcune precisazioni dall’Ausl, poi gli ospiti potranno entrare». In questi mesi come si è fatto? «Abbiamo fatto l’impossibile per permettere ai parenti di avere almeno contatti visivi, davanti a una vetrata, oltre alle classiche videochiamate. Alcuni ospiti hanno risentito molto della mancanza di contatti».

«Prima dell’ordinanza del ministro Speranza – aggiunge il dottor Andrea Reggi, presidente del consorzio che gestisce la Casa Protetta di Farini – avevamo deciso di aprire la struttura alle visite a distanza per questo fine settimana. Ogni familiare che desidera vedere da più vicino l’ospite deve prenotarsi, essere vaccinato o avere il tampone (anche rapido) delle ultime 24-48 ore. Pensavamo di fare incontri nelle aree aperte della struttura. Per gli allettati faremo un protocollo per la visita in camera. Stiamo parlando al massimo di tre visite al giorno, perché vogliamo che l’operatore sia presente e stia attento, che non ci siano contatti». Se ci fosse brutto tempo? «Utilizzeremo la palestra o la cappelletta della nostra Casa Protetta». Questo in attesa di chiarire gli ultimi dubbi e poi permettere vere e proprie visite con contatto tra i familiari. 

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